Theatrum Psychotechnicum – Scheda di presentazione

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Alcuni allievi della Scuola di Psicoterapia e Psicodramma di Milano hanno avuto la cortesia, la capacità e la pazienza di realizzare una scheda che sintetizza, riprendendo testualmente alcune espressioni e intercalandole con altre frasi di raccordo, molti dei contenuti principali di Theatrum Psychotechnicum.

Ne è scaturito un eccellente lavoro, che evoca molto bene la sostanza del libro.
La forma di questa sintesi risente naturalmente della particolare sensibilità degli autori.
Né si tratta di un vero e proprio riassunto, quanto piuttosto di un insieme di riferimenti evocativi.

Gli autori hanno concesso di riportare la scheda in questa sede, mettendola a disposizione di tutti.

 

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Gli autori, che ringrazio sentitamente sono, in ordine alfabetico:
Elena AURELI
Daniela BRANA’
Eliana CARDONE
Cinzia DE ANGELIS
Cinzia GRASSELLI
Mariangela LUZZI
Axinia TORSELLO
Andrea VANNI
Francesco VILLETTI

Prologo

Tra lo psicologico e il teatrale si intrecciano legami molto sottili:la Psicotecnica nasce perché in psicologia si fa sempre più strada la teoria dell’azione, e il teatro spesso si offre per interpretare ogni tipo di pensiero oltre che d’azione.

Partenogenesi

(Il termine è riferito alla Nuova Psicologia del Novecento, fondata sulla fantasia di essere nata da se stessa, negando la propria tradizione filosofica e spirituale)
Nel teatro l’obiettivo è produrre al meglio una parte sulla scena, in psicologia invece è quello di esprimere al meglio se stessi: la Psicotecnica rappresenta una componente costitutiva del teatro così come della psicologia.

Recitare?

Le tecniche attive sono nate in teatro ma la loro applicazione si è sviluppata prevalentemente in un contesto psicologico e terapeutico: cambiano alcuni particolari delle tecniche e il fine dichiarato ma i principi rimangono gli stessi.

Codificare?

Differenza sostanziale è che la pratica della Psicotecnica è qualcosa di immediato, dove un copione codificato non esiste, o meglio è qualcosa di esclusivamente strumentale e quindi secondario.

Dire e fare

La Psicotecnica si può capire solo facendola poiché è un vero e proprio “atteggiamento mentale”; ma per farla bene è necessario anche conoscere la teoria perché “chi ragiona male parla male”.
PSICOTECNICA (I)
1) Psico tecnica

Parola composita; PSYCHE è fiato, vita, anima, cuore…aria, che per la sapienza antica, era l’elemento che modellava il macrocosmo e nell’uomo assumeva forma di fantasia e intelletto, anima e pensiero.
Arte
TECHNE è la creatività, il produrre, il partorire..l’arte del fare; si riferisce alla produzione diretta da parte della mente, che trasforma i propri contenuti in atti (azioni) attraverso l’impiego del proprio corpo.

Creatività

Quello che serve per tradurre i pensieri in atti e fatti: la Psicotecnica è l’arte si rendere attiva/creativa e concreta la mente.

Poeta

È colui che crea, fa, compone…esteriorizza qualcosa che è stato osservato( quindi teorico, riflessivo) internamente.

2) Il metodo

Quello dell’improvvisazione, che spinge l’attore a lavorare con la sua sensibilità per poi esteriorizzarla con parole e azioni, nato in Russia da Stanislavkij.

Pensieri in azione

Per poterlo fare è necessario portare l’attore ad una condizione che consenta il prodursi del processo creativo subcosciente: reviviscenza, quindi, più che rappresentazione!

Reviviscenze

Le vecchie immagini e sensazioni del mondo interiore dell’attore vengono portate in scena, rivissute, spesso introducendo qualcosa di nuovo(creatività); l’attore si sente nel vivo di questa esperienza immaginaria e comincia ad agire.

Tradizioni

Il metodo Stanislavskij è divenuto la base di molte scuole teatrali del Novecento, così come di molte scuole di psicoterapia.

Amarcord

Stimolazione della memoria emotiva con tecniche che noi oggi chiamiamo intervista esistenziale e costruzione della scena.

3) Memoria emotiva

E’ il costrutto di base della Psicotecnica, quella memoria che ci fa dimenticare solo delle cose che sono da dimenticare.

Network mentali

La memoria emotiva fa tornare in vita sentimenti già vissuti tramite il processo di associazione di idee (fra ricordo ed emozione): ogni immagine tornata alla coscienza porta al ricordo anche dell’immagine precedente e di quella successiva secondo criteri di continuità/ contiguità determinati dal pensiero stesso.

Il colore dei ricordi

Ogni ricordo è diviso tra percezioni (sensazioni esterne) e reviviscenza (emozioni interne), ma è la valenza emotiva che permette loro di sopravvivere anche per tutta la vita.

A volte ritornano

La vera reviviscenza di un’emozione consiste nel rendere attuale quell’emozione rivivendola nuovamente nell’ambiente fisico e in quello psicologico (come avviene nella Psicotecnica)

Catarsi

Ora che il soggetto ha raggiunto la crisi, segue la risoluzione, la purificazione, la catarsi appunto
dalle emozioni(buttandole fuori)
delle emozioni(rendendole più pure, armonizzandole)

4) All you need is heart

In riferimento ad un aneddoto che vide Stanislavskij protagonista di uno spettacolo teatrale che fu un vero fiasco, ma dove fu notato da un attore italiano (Rossi) il quale sostenne che tutto ciò di cui necessitava Stanislavskij per migliorarsi era l’arte e che l’avrebbe trovata in se stesso (heart).

5) Immagini

L’immaginazione è una forma di percezione interiore che viene
-ricevuta
-trattenuta
-elaborata
e proprio per questo ultimo processo è ovvio che per rievocare completamente un’immagine, in mancanza della sensazione/percezione originaria, si cerca di integrarla in qualche modo rendendo quella rievocazione molto soggettiva.

Vedere e pensare

Nella nostra coscienza convivono stimoli percettivi esterni e immagini interne,le quali, quando prodotte anche senza volerlo, si chiamano fantasie; queste possono essere spontanee o stimolate (memoria emotiva).

Fantasticare

Fantasticando usando le immagini possiamo conservare un atteggiamento emotivo verso un oggetto assente: l’immagine (prodotto della mente) diventa un sostituto dell’oggetto esterno; del resto anche gli oggetti esterni sono presenti nella nostra coscienza attraverso la percezione che ne abbiamo.

Collegare

Tutte queste immagini vengono poi collegate in una rete continua le cui associazioni sono fatte casualmente in base alle loro valenze emotive; ma questo processo casuale può provocare contraddizioni e conflitti tra le associazioni; per ovviare a ciò bisognerebbe “tirarle fuori” tutte per poi riordinarle davanti alla nostra coscienza in modo meno caotico: è questo ciò che avviene nel dramma con l’azione.
TEATRO

6) Nostalgia

presenza/assenza di un’imminente e presunta crisi che mai avverrà.

7) Testare o non testare

Scritto o parola? MIMESIS o POIESIS? Spettro o corpo? Che cosa fa di un testo una conversazione, o di una conversazione un testo?

8) Teatri invisibili

La presenza costante nella storia del teatro.

9) Sotto – testo

Il nostro mondo tra le righe: il passaggio dall’ombra alla luce.

10) Dramma psicologico

Contrapposizione tra drammatico e psicologico; tra oggettivo e soggettivo. Rifiuto della psicologia interpretatrice/traduttrice e non come attrice sincera.
THEATRON

11) Scopto filia
12) Originale
13) Primitivo seconditivo
14) Spiriti animali
15) Magia
16) Fare
17) Produrre
18) Autore Attore Spettatore

Un viaggio circolare di significati originari. La partenza è data dalla passione, dall’emozione suscitata dal guardare, che è atto contemporaneamente soggettivo e performativo.

La parola primitiva, magica, sacra THEATRON è “la forma concreta del guardare”, è anche luogo “dove sta colui che guarda”, ma non è solo questo.

Nel viaggio si incontrano gli artefatti che abitano il TEATRO, sempre più luogo di rappresentazione e sempre meno originario. Nel fluire delle idee lo spazio scenico si popola di significati e di distinzioni: all’origine c’è la performance, la passione, l’attuale, l’autoreattorespettatore, il magico,lo spirituale.

Poi si cominciano a creare le distinzioni tra ciò che è primitivo e ciò che è seconditivo e quest’ultimo domina come pensare collettivo. l’Io viene scisso in Io primario ed Io secondario, ci sono forze interne e forze esterne, il pensiero viene classificato in magico e scientifico, il sacro in alto (la propria religione) e in basso (la superstizione, il rito) il teatro in arti basse ed arti alte, ci sono nel teatro i registi, i drammaturghi, gli attori e il pubblico…si è presa la distanza dal THEATRON .

“Il primitivo/magico/basso tende a coincidere con ciò da cui occorre prendere le distanze, nell’intento di contribuire alla vittoria dei nobili e raffinati oggetti contrapposti ai volgari soggetti”. Quello che però non si è riusciti a fare è tenersi fuori dal mondo perché vivere è esserci nel mondo.

La sacralità delle passioni e il profano del rigore, del metodo del pensiero razionale coesistono. La psicotecnica oggi è quell’ atto che fluidifica passioni, azioni e produzioni nella coesistenza di autore, attore, spettatore “nella psicotecnica avviene qualcosa di simile a quanto alcuni definiscono magia, dove non esistono maghi onorari e inattivi.

Per essere maghi bisogna praticare la magia; inversamente, chiunque compia un atto di magia, è in quel momento stesso, un mago. L’arrivo è l’originale, il THEATRON.
SOMA & PSYCHE

19) Cuore matto

Si mette in evidenza la dimensione personale del teatro il cui centro è un cuore anche con idee fisse, problemi, ossessioni ed in tale contesto la percezione non può che avvenire con gli occhi del cuore.

20) Ipocrita Isterico

Sono le dimensioni essenziali dell’attore considerate attraverso le radici etimologiche delle parole e consistono nella propensione del soggetto ad indossare maschere di volta in volta diverse che, tuttavia, in qualche modo gli appartengono.

21) Patoteatri

Si evidenzia il collegamento tra teatro,psicologia e psicoterapia in doppio senso:le modalità teatrali come cura del disagio mentale, le dinamiche psicologiche, a volte inconsce e patologiche, come protagoniste della scena.

22) Trance

E’ paragonata all’estasi cioè alla capacità di uscire dalla propria personalità, si evidenzia la valenza catartica del teatro.

23) Genuflessioni

Si evidenzia la capacità del corpo di esprimere sentimenti non verbalizzati, il corpo è memoria emotiva, e il mezzo espressivo più a portata di mano.

24) Incorporare

Il corpo è visto come materializzazione dell’identità, il nostro essere è contenuto in un corpo.
L’OLANDESE VOLANTE

25) Doppio sogno

La doppia natura delle mente: si riferisce al dualismo di coscienza/incoscienza, termini indicanti non due costrutti diversi ma due attributi dello stesso costrutto (la mente), di una stessa sostanza. La distinzione tra due (o più) coscienze è un costrutto fondativo della psicologia e del teatro.

Vedere dentro: si riferisce alla possibilità/capacità di poter sperimentare il fenomeno dell’illuminazione improvvisa che fa luce su una oscurità sottostante; come avviene durante percorsi psicoterapeutici, condotti con un approccio psicodinamico, nel momento dell’insight, momento in cui le libere associazioni del paziente fluiscono ed esprimono nuove consapevolezze.

26) Yellow Submarine

Uno, nessuno, centomila: la nostra personalità definibile come storica è sostanzialmente un punto di riferimento principale circondato da frammenti di altri possibili modi di essere, che pure ne fanno parte. Sotto l’io di cui un individuo ha coscienza, esistono altre coscienze, altri io che nelle condizioni di magnetismo (stati ipnotici-isterici-medianici-sonnambolici) emergono con proprie funzionalità e leggi.

L’unità innanzi tutto: si riferisce alla difficoltà, della Nuova Psicologia di aspirazione bio-medica, di accettare il costrutto di personalità come un’essenza dinamica, della quale é più significativo il gioco tra gli elementi costitutivi che non gli elementi in gioco. La concezione oggettivista sottostante sostiene l’esistenza di una singola coscienza e di una personalità, costituita da parti separate ed autonome, interagenti in un unico sistema, ma non tollera l’idea alla base della concezione soggettivista della personalità: un’unità multipla con elementi in interazione dialettica tra loro.

27) Eppur si muovono

Malìe: Sia nella tradizione primitiva sia nel movimento scientifico moderno, gli stati ipnotici ed il sogno (le condizioni di trance ipno-magnetico-ipocrito-sonnambolico-isterica) sono le condizioni che meglio permettono di differenziare il grado di “normalità” o di “anormalità” di un individuo. L’assunto di base, accettato anche dalla psicologia dinamica, afferma che tra i fatti normali e quelli anormali non c’è che una differenza di grado(Richet, 1884), quindi che tra la psicosi e la nevrosi c’è solo una differenza quantitativa e non qualitativa, dove nel primo caso lo “spirito” si sostituisce completamente alla “coscienza storica” dell’individuo e nel secondo semplicemente convive con essa ed interferisce nelle sue funzioni.

La maggior parte dei costrutti e dei processi di sviluppo della psicologia dinamica del Novecento consiste in una rinominazione delle categorie interpretative costruite dal magnetismo sette-ottocentesco.

In somno veritas: Si riferisce alla possibilità di indagare nel “profondo” dell’individualità in particolari condizioni della coscienza storica, o in condizioni che permettono alle coscienze altre (spiriti, demoni, …) di manifestarsi.
Tali condizioni, perpetuate nell’ultimo ventennio dell’Ottocento dalla psicotecnica., sono le condizioni di trance magnetico-sonnambolico-ipnotico-isterico.
Nel Novecento, il passaggio dal magnetismo sette-ottocentesco al dinamismo (della psicologia dinamica, appunto) è graduale: tutti i fenomeni mentali e comportamentali sono riletti in una chiave apparentemente diversa da quella del magnetismo, ma sostanzialmente con le stesse categorie.

Teatri magnetici: Nelle condizioni di ipnotismo-sonnambulismo l’individuo rivela capacità percettive di ciò che ancora non è (preveggenza-divinazione), di ciò che è ma non appare (veggenza-diagnosi).
Nella seconda metà dell’Ottocento si diffondono piccoli teatri aperti al pubblico, che utilizzavano sonnambule/i e ipnotizzati/e allo scopo di prevedere o diagnosticare.

28) Dormire? Morire? Traumiren?

Rivelazioni: Al sogno viene attribuita la capacità di esprimere(= rendere visibile con immagini)–rivelare aspetti particolari del mondo interno.

Ragioni: La Nuova Psicologia tenta di incanalare le espressioni della fantasia (quindi anche quella onirica) nei termini di una qualche ragione: il teatro seconditivo, pertanto, utilizza il testo (la cultura) per ridefinire la performance del sogno, perché gli appare irrazionale, senza ragioni razionali, comprensibili e significanti.

Incubi: “Incubazione” si riferisce all’uso “clinico” del sogno a scopi diagnostici e terapeutici.

29) Doppi

Ausiliari: Immagini – fantasmi – personaggi – volontà che intervengono nella mente dell’individuo o nel dramma teatrale (o negli stati sonnambolici-medianici-isterici-ipnotici) e che forniscono un supporto alla coscienza storica o all’attore principale. Sono ambasciatori, rappresentanti di qualcos’altro rispetto alla coscienza (all’attore,…)

Spiriti: Sono esistenze seconde (e quindi doppi), proiezioni e personificazioni di affetti evocate in contesti diversificati e che in base a tali contesti (teatro, cinema, mente,…) assumono nomi diversi.

Personalità: Cornice (ambito, contenitore, luogo) entro cui i doppi del medesimo individuo, nelle figure delle altre coscienze, degli spiriti e degli ausiliari, interagiscono fra loro.

Personaggi: Sulla scena (drammatica, onirica, sciamanica,…) sono trasfigurazioni di entità concrete: ne sono una sorta di immagine.

30) Psicomachia

Soliloqui: La tecnica del soliloquio dal Novecento in poi, rivela allo spettatore l’animo o l’inconscio del personaggio, così come il testo teatrale esprime i doppi (spiriti, coscienze,…) dell’autore, sottoforma di personaggi incarnati nel copione.

Dialoghi: Si riferisce alla possibilità di portare all’esterno il dialogo interno al soggetto, tramite la personificazione di vizi e virtù (allegorie), di spiriti interni, di coscienze sommerse che possono prendere vita nel dialogo.

Antagonismi: Il fulcro dei dialoghi fra interlocutori / personaggi / spiriti è il contrasto, da cui nasce il dramma.
SHOW MAN

31) Sra man

Lo Sciamano è collegabile al sanscrito Sramana, che significa colui che è sconvolto dagli spiriti che esercita la therapeia, attraverso le performance oracolari, utilizzando parti del corpo, danze sacre.

Oracoli: Lo sciamanesimo è trasformazione di diverse esperienze. Ogni essere umano può, in certe condizioni (con l’ausilio di un catalizzatore) rileggere la realtà e le esperienze.

Interpreti: La performance sciamanica può essere rappresentata dal teatro, che permette la rilettura di un personaggio mitico ad opera di un attore.

32) Frankenstein junior

Gli oggetti interni devono essere letti attraverso la memoria emotiva. Per fare questo è necessario che la memoria seconda prenda contatto con la prima.

Trasognare: Creare una condizione di sogno nello stato di coscienza significa ricongiungere il corpo e l’anima. L’incoscienza è l’ombra, che viene schiarita dagli interpreti.

Fantasmatica: La nostra realtà è paragonabile ai fantasmi, alle apparizioni, all’inconscio: non è dimostrabile concretamente. Dobbiamo pensare in termini di realtà soggettiva, che non prescinde dall’osservatore.

Psicologia: E’ necessario riscoprire il primitivo in ognuno di noi, un primitivo che fa parte della nostra storia evolutiva, ma che non ci è estraneo e non è dimostrabile empiricamente; come l’anima, si parla di un mondo reale ma non materiale.

33) Dialoghi bestiali

Il cristiano vede lo sciamano come il prodotto della presenza di molteplici entità estranee. Con la rivoluzione scientifica si sceglie di credere in una responsabilità individuale nella contrattazione con il diavolo, per non credere che il diavolo abbia un potere autonomo.

Agire male: Fin dalle origini la patologia è considerata come effetto del peccato. Lo sciamano espelle gli spiriti maligni attraverso la performance e la trance (riti), l’esorcista accoglie, aiuta e conforta le persone che soffrono.

Contrapporsi: Non bisogna confondere l’atto sciamanico dall’atto esorcistico, numerose sono le differenze. Tuttavia è individuabile un punto essenziale che condividono: un percorso di analisi ed interrogazione, per realizzare la pienezza umana, per annullare quel disordine ostacolante.

34) Atopia acronia

Il luogo scenico, rappresenta uno spazio ed un tempo differente e non categorizzabile; è una semi-realtà,mentale e trasformativa che è soggettivamente vera. La mappa non è il territorio, come l’orologio non è il tempo.

Nascere altrove: Il teatro è trasformativo, poiché incarna quel periodo di sospensione cui segue la rinascita. Il teatro si fa testimone e stimolatore di rinascita.

35) The bubble

L’espressione “in the bubble” in ambito sportivo indica il momento in cui l’atleta è completamente concentrato nella sua azione; quando si trova tutto nell’hic et nunc della performance, pienamente solidale con i suoi atti. Può essere definito come una bolla primordiale, il mondo parallelo della realtà presente, la camera del cuore. Nel caso del teatro, la scena come luogo di trasformazione coincide con uno stato di concentrazione mentale.

Galoppare: Il cavallo è il prototipo della scena teatrale classica: come nel gioco degli scacchi esso aggira l’ostacolo della convenzionalità: il cavallo deve muoversi di fianco, perché gli è preclusa la via diretta.

36) Laboratorio

Il laboratorio per definizione realizza un punto di incontro tra la realtà e la sua interpretazione.In quello scientifico si cercano leggi, in quello performativo si indaga la realtà soggettiva, attraverso l’azione.

Piccolo è bello: Il laboratorio ha ampie dimensioni ma limitate, in cui viene abolita la distanza tra l’attore e l’osservatore. L’abbattimento delle barriere permette il costituirsi della confraternita la cui continuità è garantita da un catalizzatore (direttore).

37) Rinascere

Attraverso il rito e la performance iniziatica si muore per poi rinascere, re-inventando il mondo.

Analisi: Morte significa fine di un modo di essere, cui segue una regressione simbolica nel caos, crisi e percorso di ridefinizione.Morte non è annientamento, ma incentivo a ri-definirsi, è uno scomporre per poi ricomporre attraverso l’analisi.
PSICOTECNICA (II)

38) Druidi

La memoria emotiva tra Nohant e Pontedera. Differenze e affinità tra un canovaccio dal titolo “Druide peu delicat” (teatro di Nohant) e un qualsiasi canovaccio proiettivo (es: Rorschach).

39) Recitare a tavola

Banchi: le zone liminali dell’arte scenica. Sopra, sotto, dietro un banco.

40) Arte

La Commedia dell’Arte e il mito dell’improvvisazione.

41) Busker

Sotterraneità, liminalità underground: la commedia urbana dell’Arte.

42) Ur-Dadà

Futurismo, straniamento: la commedia intellettuale dell’Arte.

43) Scritture

La poetica del foglio bianco: la commedia letteraria dell’Arte.

44) Teatri involontari

Candid-camera, agitprop, publicity: la commedia socio-strumentale Dell’arte.
PSICOTEATRI

45) Teatro per sé

Linee immaginarie: Evreinov-Moreno-Grotowsky ovvero il Teatro nella vita, (il Teatro in quanto tale) 1913, Il teatro della spontaneità (1921-24), Per un teatro povero (1968). Mosca, Bad Voslau/Vienna, Opole.
La teatralizzazione è un atto naturale, innato e spontaneo dell’uomo; quando questo avviene a partire dal sé più profondo diviene terapeutico.

46) Improvvisa mente

Dioniso è un dio lucido e niente affatto sgangherato!
Tutto parte dal centro per andare alla circonferenza: performing arts, Improvvisazione Collettiva, Spontaneità. Riflessioni sull’improvvisazione.
L’improvvisazione è il modo più naturale che l’uomo ha di esprimere sé stesso; per questo ogni uomo è un artista, perché l’arte è l’emozione umana che diviene azione.
47) Esprimere & recitare

Arte come veicolo e arte come strumento. Il verbo dovere come linea di demarcazione tra teatro seconditivo e la psicotecnica.
Nello psicodramma (e nelle altre forme di teatro spontaneo) la persona non DEVE essere spontanea, semplicemente NON PUO’ NON ESSERLO, non deve esprimere, semplicemente esprime.

48) Yiddish

Per un teatro Yiddish. Abraham Goldfaden.
Nello psicodramma il protagonista è autore, regista e attore, è uno e trino ed esprime la sua spiritualità, il suo essere Dio.

49) Lo zoo di vetro

Dalla quarta parete (morta)…
Il palcoscenico è un sistema chiuso, che non necessita del pubblico per permettere la drammatizzazione ma che può espandersi ed includerlo.

50) Monologhi

….Alla scrivania (viva). Riflessioni su sciamani, banker, teraponi e drammaturgia spettatoriale. Da paura!!!!!!!!!!
La psicoterapia è una forma di teatro per cui si ha un attore/paziente che si esprime di fronte ad uno spettatore/terapeuta.
ENTERTAINMENT

51) Pantomimi

Nella storia del teatro degli inizi ma anche nelle forme più moderne, quali ad esempio la pantomima, per l’esecuzione teatrale può bastare un solo attore che di volta in volta interpreta i diversi personaggi/ruoli: ciò significa che chiunque può essere attore poiché dentro di lui co-esistono diverse dimensioni e ruoli.

Monodialoghi: In molte epoche, luoghi e culture si trovano, diverse manifestazioni di teatro individuale caratterizzato da un solo attore che recita le diverse parti, variando espressione vocale e atteggiamento del corpo: con l’evoluzione del teatro seconditivo tende ad essere considerato come una forma iniziale destinata a lasciare il passo ad altre forme.

52) Giochi di ruolo

Una forma diffusa di psicotecnica, da un paio di secoli, è Il role-playing, che consiste in un’improvvisazione a soggetto, basata su scenari e caratteri precostituiti ma solo accennati, in cui talvolta si invertono le parti. È una forma di psicotecnica che negli ultimi due secoli si è molto diffusa in vari ambiti: nella formazione psicologica, terapeutica e organizzativa ma anche nel teatro e nel gioco.

Repertori: Mentre nella pratica del role-playing, la persona rappresenta un ruolo ma mantenendo coscienza della propria personalità, nelle allucinazioni indotte con l’ipnosi, per suggestione, la sostituzione è totale e la persona rappresenta un soggetto attingendo ai ricordi più antichi e credendo di essere realmente ciò che rappresenta.

53) Bambocciate

La verità dell’arte dell’attore sta nella capacità di essere come i bambini: ingenuo, credulone, guidato nelle fantasie solo dal sentimento, capace di giocare e di improvvisare; è quel che accadeva ma accade ancora, a livello “popolare”, nelle Feste dei Folli, nel carnevale, nel circo, in tutte le forme di busking, ecc.

54) Scharazade & tableaux

Il teatro classico è composto da una parte di testo che è letteratura e si è sempre conservata nel tempo e da una parte di rappresentazione che è arte plastica ed esiste solo nel momento in cui si realizza: con l’avvento della fotografia e del film però la situazione è cambiata ed il testo si è arricchito di indicazioni relative all’intero contesto ambientale (intonazioni, posizioni, rumori, suoni, luci, ecc.); perciò possiamo concludere che, mentre nel teatro attuale, attraverso la psicotecnica si produce sulla scena un presente mai esistito, anche se il soggetto ne aveva in sé i presupposti, nel teatro di riproduzione (in cui il testo prescrive anche l’intero contesto ambientale) si cerca di ridare vita a qualcosa che è già esistito e che ha ormai completato il suo ciclo di vita.

Immagini vive: L’immagine viva o tableaux è un quadro/scultura vivente ovvero una scena teatrale muta e immobile in cui gli attori riproducono con il corpo e il volto una scena storica o immaginaria o allegorica (avvenimenti storici, religiosi) o figurativa.

Mille e una storia: Prende il nome dall’eroina delle Mille e una notte la sciarada, performance in cui gli attori, attraverso i loro gesti, realizzano un motto enigmatico (una frase o il titolo di qualcosa) che il pubblico deve risolvere: nella versione moderna la sciarada si trasforma in Playback Theatre dove gli attori interpretano al momento il racconto che l’autore/spettatore fa di un suo episodio di vita o di una sua emozione.

55) Agitazione

Il teatro come pensiero che si fa azione è individuale ma può essere realizzato collettivamente (diventando socioteatro) dove ogni individualità partecipa in modo accettante ad ogni altra individualità.

Incontri: L’essenza del teatro è l’incontro, l’accettazione totale di un essere umano da parte di un altro, la costruzione di un gruppo/collettività, è comunione intesa come “sforzo di capire noi stessi attraverso il comportamento di un altro uomo, riscoprendoci in lui”: il teatro è la possibilità di scambiare reciprocamente i propri occhi.

Dinamiche di gruppo: Il teatro ha una dimensione comunitaria che si evidenzia nel teatro collettivo improvvisato, realizzato da più persone in interazione reciproca, ciascuna delle quali agisce da protagonista.
Socializzare: Con la fine del Settecento, in Occidente, il teatro collettivo rinasce soprattutto come espressione rivoluzionaria, con la partecipazione attiva del popolo, inteso come massa proletaria.

Migliorare: Il teatro ha funzione di divertimento ma anche di crescita collettiva (pedagogica, educativa) e di salute emotiva (capacità catartica).

Appropriarsi: La rappresentazione collettiva è anche un modo per rivivere in molti ciò che hanno provato direttamente solo in pochi, da la possibilità di vedere e realizzare sotto i propri occhi ciò che si è solo sentito raccontare (ad es. la Pasqua, il Carnevale, la presa della Bastiglia).

56) Cronache viventi

La dimensione individuale del teatro spontaneo si basa sulla biografia (un episodio o un’immagine della vita del protagonista), quella comunitaria (socioteatro) si basa sulla cronaca (un episodio o un’immagine di vita comune e condivisa da tutti).
EPILOGO

Utilità:

La psicotecnica permette la formazione personale ovvero l’opportunità di ritrovare se stessi realizzando l’arte contenuta nella propria mente: in questo senso è qualcosa che ottiene un effetto ma non necessariamente è utile nel senso inteso dalla modernità scientifico-industriale.

Psicotecnica: La psicotecnica, o teatro psicologico, fa rivivere la nostra memoria emotiva, tutto ciò che si muove nella nostra immaginazione, nel nostro mondo interno.

Finis: Si può concludere che la psicotecnica si colloca fra la psicologia e il teatro e permette la formazione personale, ovvero da la possibilità ad ogni essere umano di esprimere le proprie potenzialità: la psicotecnica è quindi pensiero in azione e la si può comprendere solo agendola.

 

 

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