Sport giovanile e genitori: Il caso del basket

 

Riferimento bibliografico:
Muzio M., Perussia F., Daino A., Lombardi A., “Sport giovanile e genitori: Il caso del basket”. Movimento, 1995, 11(2), 57-60.

 

RIASSUNTO

La ricerca mette a confronto alcune opinioni, specie connesse agli stili educativi, di genitori (130) i cui figli adolescenti (13/16 anni) praticano lo sport (il basket) a livello agonistico con quelle di genitori (146) i cui ragazzi, coetanei ai precedenti, praticano lo stesso sport a livello puramente dilettantistico. I risultati hanno evidenziato che esiste una differenza tra i due gruppi nel senso di una maggiore rigidità moralistica e di una maggiore enfasi sul ruolo formativo dello sport da parte dei genitori di adolescenti agonisti rispetto al gruppo dei genitori di ragazzi dilettanti. Al contrario, i genitori di ragazzi dilettanti appaiono piu’ permissivi verso i propri figli, ovvero meno orientati all’autorità, rispetto ai genitori di adolescenti agonisti.

 

Premessa
Il rapporto fra gli atteggiamenti dei genitori e le attività sportive dei figli è sempre stato un rilevante oggetto di ricerca nella psicologia dello sport. Ciò deriva principalmente dal fatto che la psicologia dello sport è andata attribuendo nel tempo una crescente importanza ai fattori interpersonali e psicosociali (Horn 1992; Russell, 1993), accanto alle caratteristiche personali individuali (Lombardo e Cavalieri, 1994), come variabili determinanti nella comprensione del comportamento sportivo. Ciò appare particolarmente evidente nel caso dei ragazzi che praticano lo sport agonistico, ovvero per quelli dotati di particolare talento (Howe, 1990). Tuttavia, gli studi che utilizzano la metodologia del confronto, tra genitori di ragazzi di talento e genitori di semplici dilettanti, per individuare gli atteggiamenti differenziali degli adulti rispetto ai ragazzi sono andati riducendosi col tempo.
Vari studi, come quelli di Bloom & Sosniak (1981) su musicisti, atleti, scolari ed artisti dotati, ovvero quelli di cui riferisce la rassegna di Olszewski, Kulieke e Buescher (1987) evidenziano come le famiglie dei ragazzi molto dotati siano particolarmente coese e con relazioni piuttosto chiuse al proprio interno. Queste ricerche tendono ad evidenziare come le famiglie di ragazzi dotati siano caratterizzate da una forma di focalizzazione sul bambino (child-centeredness) nel senso che i genitori attribuiscono valori più elevati a dimensioni quali: rendere al massimo, il successo, la vittoria, la produttività, l’eccellenza, la persistenza su di un compito. Tali valori portano i genitori di ragazzi particolarmente dotati a controllare sia i compiti scolastici dei loro figli sia gli impegni di allenamento sportivo, ad assistere alle lezioni di piano piuttosto che agli incontri di nuoto e di basket, a preoccuparsi spesso di iscrivere il bambino alle attivita per cui e’ dotato, fungendo da primi insegnanti e partecipando direttamente a tali attività. Tale focalizzazione sul bambino si accompagna ad un forte investimento sulla sua indipendenza ed individualità, più che su di una sua vera e propria autonomia. L’atteggiamento è, in un certo senso, quello di indurre nel figlio uno stile di vita indipendente sì, ma secondo criteri dettati dalle aspettative dei genitori.
Più in generale, la ricerca ha mostrato che i ragazzi risentono di varie influenze, connesse allo stile educativo dei genitori, sia nel caso dello sport vero e proprio (Bryn, 1974; Gregson e Colley, 1986) sia nel caso di attività ludiche di movimento in genere (Van der Kooij, 1989). In particolare, i successi di un giovane atleta possono rappresentare un punto di riferimento ideale per i genitori (una forma di status symbol) in quanto essi vivono suo tramite un prolungamento della propria personalità, in termini di ideali ed aspirazioni realizzati attraverso la riuscita dei ragazzi.
Brustad (1988), in un’idagine su giovani cestisti d’ambo i sessi (che utilizzava un campione simile al nostro, ma avvicinando i figli invece che i genitori), ha valutato l’autostima, il livello di competenza sportiva autoattribuito, l’orientamento motivazionale intrinseco ed estrinseco, le pressioni esercitate dai genitori, la frequenza della prestazione e le preoccupazioni relative alla valutazione. L’autore ha evidenziato una correlazione significativa tra divertimento, elevata motivazione intrinseca e basso grado di pressione da parte dei genitori, da una parte e, dall’altra, un alto livello di ansia agonistica di tratto in correlazione con un basso livello di autostima.
Una valutazione positiva dello sport da parte dei genitori è spesso trasferita ai figli e rinforza il loro interesse per lo sport. Al riguardo, Pudelkiewicz (1970) ha rilevato, in un’analisi su tre generazioni famigliari, che può sussistere un completo transfert di valori quali un atteggiamento positivo, una consapevolezza della necessità e dei vantaggi relativi alla partecipazione nello sport. Snyder e Spreitzer (1973) hanno mostrato come gli atteggiamenti positivi dei genitori verso la pratica sportiva hanno una correlazione positiva con il corrispondente impegno nello sport praticato dai ragazzi.
Molti autori (Robbins, 1969; Tutko e Bruns, 1976a; Horn, 1977; Underwood, 1975; McMann e Oliver, 1988) rilevano come l’investimento sulla pratica sportiva crei molti problemi psicologici, specie ai ragazzi. Sostengono dunque, in base ai loro dati, che i veri responsabili di danni e problemi nello sport giovanile sono i genitori, ovvero gli adulti in genere, i quali spesso esercitano eccessive pressioni sui ragazzi mentre nutrono aspettative troppo elevate, senza tenere realisticamente in considerazione le capacità e gli interessi dei figli. Ciò vale in modo particolare nel caso dei ragazzi dotati, i quali subiscono pressioni ancora più forti, da parte di un ambiente sociale e familiare che vede in loro, più che degli adolescenti da coltivare in tutta la loro fragilità, dei potenziali campioni da spingere ai massimi livelli.
Sulla base dell’esperienza e dei dati di ricerca si è dunque diffusa l’aspirazione, da parte di molti genitori ed educatori, a privilegiare comunque il rispetto della personalità del giovane sportivo, eventualmente anche a scapito della prestazione (il cosiddetto child first, winning second). Questa viene oggi considerata una prospettiva psicopedagogica altamente auspicabile, ma anche molto difficile da perseguire, nei fatti, da parte degli adulti (Martens e Seefeldt, 1979).
Obiettivo della presente ricerca è dunque quello di rilevare l’eventuale esistenza di un insieme di atteggiamenti differenziali, specie con riferimento agli stili educativi ed alle attese verso i figli, che differenziano i genitori dei ragazzi dotati di talento sportivo rispetto ai genitori di quelli che praticano lo sport a livello puramente dilettantistico.
Metodologia
Il campione della ricerca (276 soggetti complessivi, di cui 51% madri e 49% padri) è costituito da due gruppi di genitori i cui figli maschi, di età compresa tra i 13 e i 16 anni, praticano il basket a livello agonistico e non.
Il sottocampione principale è composto da 130 genitori (49% madri, 51% padri; età media 44 anni) di ragazzi praticanti il basket a livello agonistico giovanile in tre società sportive federali interessate ( Philips Milano, Ranger Varese, Vismara Cantù) scelte perchè facenti parte del girone A/1 (massima serie) dei tornei della Federazione Italiana Basket. Questi ragazzi possono essere considerati particolarmente dotati da un punto di vista sportivo in quanto, per poter accedere alle squadre giovanili delle società sopra indicate, devono sottoporsi a particolari controlli e valutazioni da parte di allenatori e tecnici delle stesse società.
Il sottocampione di controllo è costituito da 146 genitori (53% madri, 47% padri; età media 42 anni) di ragazzi della stessa età, frequentanti le classi seconda e terza di una scuola media milanese. La rilevazione è stata condotta nei primi mesi del 1990.
Prima di condurre tale indagine estensiva, abbiamo condotto anche una serie di interviste a sette coppie di genitori di ragazzi agonisti, mediante un questionario semistrutturato, al fine di evidenziare i vissuti, le aspettative, i livelli di aspirazione dei genitori madri e padri nei confronti dello sport e dei propri figli. Sulla base delle risultanze emerse da tale fase qualitativa preliminare è stato possibile definire una parte degli item contenuti nel questionario estensivo.
E’ stato dunque prodotto un questionario, per autocompilazione, composto di due parti. Una prima parte raccoglieva informazioni sulla famiglia, (quali: età, titoli di studio, attività lavorativa, esperienza sportiva del genitore). Una seconda parte conteneva una serie di affermazioni relative allo sport in generale, al basket praticato dal figlio in particolare, e ad alcuni atteggiamenti di carattere generale rispetto ai figli ed alla loro educazione. Le affermanoni sono state complessivamente 57 (più una di controllo). A ciascun soggetto intervistato veniva richiesto di dichiarare se era “per nulla”, “poco”, “nè molto nè poco”, “abbastanza” oppure “completamente” d’accordo con ciascun item, secondo la metodologia classica di Likert.
Gli item relativi ai valori educativi dei genitori sono derivati in parte dalla indagine qualitativa preliminare cui abbiamo accennato più sopra e in parte da uno studio delle ricerche sugli stili educativi condotte da Baumrind (1971) e da Buri (1991).
Risultati e commento
I genitori di ragazzi agonisti possiedono un livello educativo più alto (50% con diploma di scuola media superiore o laurea) dei genitori di ragazzi non-agonisti (23% con la stessa istruzione elevata). Il numero medio di figli per i genitori di ragazzi agonisti (2.09) è invece quasi identico a quello dei genitori di ragazzi dilettanti (2.14).
Si evidenzia una chiara diversificazione per quanto riguarda la pratica sportiva direttamente esperita dai genitori, nel senso che l’attività agonistica dei figli sembra correlarsi almeno in parte con la predisposizione allo sport dei genitori. I genitori di adolescenti agonisti hanno infatti praticato o praticano sport in misura chiaramente superiore (62%) rispetto ai genitori di ragazzi non agonisti (45%). Tra i genitori che praticano o hanno praticato qualche sport, il basket rappresenta peraltro l’unico sport esercitato dai genitori di ragazzi agonisti (17%) in misura sensibilmente superiore a quanto avviene per i genitori di ragazzi dilettanti (1%). Non sembra invece variare significativamente il livello cui tale sport è stato attuato, dato che la percentuale di genitori di adolescenti agonisti che hanno praticato sport agonistico (21%) è appena superiore a quella dei genitori di ragazzi non-agonisti che pure hanno praticato qualche sport (17%).
E’ stata quindi condotta un’analisi sulla scala di atteggiamenti, elaborata in base alle risposte fornite dal campione di genitori cui è stato somministrato il questionario. Il confronto tra genitori di ragazzi, agonisti e non, ha consentito di identificare alcune differenze di atteggiamento dei due gruppi di genitori nei confronti della educazione dei figli e dello sport che questi praticano.
L’elaborazione dei dati (presentati in Tabella 1) rileva in modo gerarchico il livello di accordo rispetto ai diversi item (riportati testualmente nella colonna 1) espresso dai genitori dei ragazzi agonisti (+), rispetto a quello dei genitori di adolescenti che praticano il basket senza finalità agonistiche (-) (colonna 2), la loro distribuzione in termini di punteggi standard (colonna 3), nonchè le percentuali globali di accordo espresse dal campione complessivo di genitori (colonna 4).
Il primo dato significativo è che delle differenze esistono, e che queste creano una certa, rilevante ancorchè non assoluta, distanza di atteggiamento tra le due categorie di genitori.
Il tono di fondo di tale differenza, pur senza entrare nel dettaglio, è la maggior rigidità moralistica e tendenzialmente autoritaria che si evidenzia nei genitori di ragazzi di talento rispetto agli altri. I primi sembrano infatti attribuire, in modo più netto, al basket ed allo sport in generale una capacità formativa, nel senso di contribuire a rendere forti i figli contro le avversità della vita.
Al contrario, i genitori dei ragazzi che praticano il basket senza finalità agonistiche appaiono meno centrati sullo sport, più permissivi o quanto meno più desiderosi di non contrariare i propri figli, ovvero meno orientati all’autorità, rispetto ai genitori agonisti.
In prima approssimazione, si direbbe che i genitori del primo gruppo tendono a creare un rapporto di maggiore distacco fra sè ed i figli, da cui pretendono uno stile di vita più rigido, adulto e consapevole (benchè pur sempre secondo regole dettate dai genitori stessi). Gli altri genitori ricercano maggiormente una condizione di fusione emotiva con i figli, che vogliono sentire vicini a sè e dipendenti in un modo più diretto.

Questo insieme di dati, che pure sarà utile verificare con ulteriori ricerche soprattutto di confronto (specie con il caso di altri sport), evidenzia la presenza di un diverso quadro valoriare che caratterizza i genitori di ragazzi agonisti rispetto ai genitori di ragazzi dilettanti, almeno nel caso del basket.
E’ difficile dire se la maggiore rigidità in senso autoritario, ovvero la maggiore propensione a trattare i figli come adulti simili a sè, espressa dai genitori di ragazzi agonisti sia la causa principale delle scelte sportive dei ragazzi. Certo è però che i chiari indizi qui evidenziati suggeriscono la presenza di un potenziale problema, soprattutto in termini di prevenzione, per la vita psicologica di questi adolescenti. Si direbbe infatti che i giovani agonisti siano sottoposti ad una maggiore pressione e responsabilizzazione (controllata) da parte dei genitori, di cui è importante tenere conto sia dal punto di vista di eventuali interventi di couseling psicologico sia dal punto di vista della organizzazione dell’intervento sportivo vero e proprio.
Tabella 1 – Confronto fra genitori di ragazzi ad alto livello agonistico (A) e genitori di ragazzi a basso livello agonistico (B), in base alla percentuale di quanti si dichiarano “abbastanza” o “completamente” d’accordo con i diversi item.

 

 

ITEM

A-B %

A-B %

S Score

A+B %

(1) A mio figlio piace molto giocare a basket

+59.5

3.19

67.8

(2) Praticando il basket, mio figlio è cambiato

+46.3

2.41

35.5

(3) La pratica del basket aiuta ad evitare cattive compagnie

+39.7

2.03

72.1

(4) Praticando il basket, i ragazzi migliorano

+27.8

1.33

76.1

(5) Bisognerebbe migliorare gli impianti per il basket che esistono oggi

+27.7

1.32

75.4

(6) Il basket è un impegno costruttivo

+26.7

1.27

79.0

(7) Il basket è uno sport educativo

+25.8

1.21

84.1

(8) La decisione di passare al basket agonistico è una questione che riguarda esclusivamente mio figlio

+24.2

1.12

58.7

(9) Avere un figlio che pratica lo sport crea ai genitori grossi condizionamenti di orario

+21.1

0.94

62.7

(10) I ragazzi che fanno sport hanno voglia di vincere

+19.5

0.84

67.4

(11) Il fatto di perdere in gara ha una funzione educativa

+19.4

0.84

73.6

(12) Non sempre gli allenatori del basket sono all’altezza del loro compito

+19.3

0.83

42.4

(13) La maggior parte dei genitori preferisce un figlio pacifico ad uno vivace ed irrequieto

+18.9

0.81

37.7

(14) Il basket agonistico e molto impegnativo

+15.6

0.62

84.1

(15) Se i ragazzi non fanno dello sport, è a causa dei genitori che non glielo vogliono far fare

+14.4

0.55

17.8

(16) Qualche volta è necessario che un genitore pieghi la volonta dei propri figli

+13.1

0.47

56.2

(17) Una grande qualita del basket e quella di essere uno sport di squadra

+12.9

0.46

91.7

(18) Il bello del basket e che permette ai ragazzi di stare con degli amici

+10.2

0.30

88.4

(19) Quanto prima i figli vengono resi indipendenti dai genitori, tanto meglio riusciranno ad affrontare i loro problemi

+10.1

0.29

62.3

(20) Lo sport aiuta a formare la personalita dei ragazzi

+9.9

0.28

91.7

(21) Lo sport aiuta i ragazzi ad aprirsi agli altri

+9.7

0.27

89.5

(22) Lo sport ha una funzione educativa sui ragazzi

+9.2

0.24

91.3

(23) Lo sport migliora il fisico

+8.1

0.18

96.0

(24) L’autorita e molto spesso un male e una minaccia

+7.0

0.11

35.5

(25) I figli sono piu contenti e si comportano meglio se i genitori dimostrano interesse per le loro attivita

+6.2

0.07

91.3

(26) Mio figlio ha cominciato a praticare il basket a scuola

+5.5

0.02

34.8

(27) Il basket va bene per mio figlio perché lui è molto alto

+5.5

0.02

34.8

(28) Attraverso il basket ci si può affermare, dimostrando le proprie capacità

+5.3

0.01

58.7

(29) Lo sport migliora il morale

+4.4

-0.04

87.7

(30) Un bambino che è attivo tutto il giorno sarà molto probabilmente un uomo felice

+1.2

-0.23

60.1

(31) E’ meglio che il basket agonistico sia riservato solo ai ragazzi più grandi

+0.9

-0.24

26.4

(32) La vita famigliare va meglio se il padre prende decisamente le redini dell’andamento della casa

+0.4

-0.27

22.1

(33) Il mio ragazzo e molto chiuso

-1.4

-0.38

25.4

(34) I genitori meritano in ogni caso la massima stima e riguardo da parte dei figli

-2.4

-0.44

85.9

(35) E’ giusto che chi arriva al successo conti piu degli altri nella societa

-2.8

-0.46

19.2

(36) I genitori svolgono un’importante funzione di stimolo allo sport dei figli

-3.0

-0.47

73.9

(37) Praticare molto sport puo togliere tempo allo sviluppo culturale dei ragazzi

-3.1

-0.48

36.2

(38) La maggior parte dei bambinl dovrebbe essere piu disciplinata

-3.6

-0.51

75.7

(39) E’ preferibile rinunciare ai piaceri della tavola che perdere l’agilita e la forma fisica

-3.6

-0.51

68.1

(40) I ragazzi che non fanno dello sport fanno così soprattutto per pigrizia

-3.7

-0.51

55.8

(41) Un figlio non dovrebbe avere nessun segreto per i genitori

-5.2

-0.60

62.0

(42) Il basket solo amatoriale è piu rilassante di quello agonistico

-5.4

-0.61

59.1

(43) Il basket e uno sport prevalentemente maschile

-5.4

-0.61

23.9

(44) Il basket amatoriale e piu divertente di quello agonistico

-6.3

-0.67

42.4

(45) Un genitore ragionevole dovrebbe cercare di trattare i propri figli su un piano di eguaglianza

-6.5

-0.68

88.0

(46) Allevare i figli e un lavoro che esaurisce il sistema nervoso

-7.2

-0.72

31.5

(47) Chi non ha successo nella vita e un fallito

-8.1

-0.77

12.0

(48) Riuscire a vincere nello sport è una soddisfazione fondamentale per i ragazzi

-8.6

-0.80

82.2

(49) Pochi genitori ottengono la gratitudine che meritano per tutto cio che hanno fatto per i figli

-9.2

-0.84

46.4

(50) Chi dedica la sua vita allo studio puo dire di spenderla bene

-15.0

-1.18

71.7

(51) La proprietà privata andrebbe abolita, tranne quella della casa in cui si abita

-15.2

-1.19

18.8

(52) Dei bravi genitori non cercano altra vita sociale oltre a quella che trovano in famiglia

-15.3

-1.19

24.3

(53) Generalmente c’è qualcosa che non va in un bambino che fa troppe domande su argomenti sessuali

-15.5

-1.20

17.4

(54) La più grande paura di una madre è che, per la sua distrazione, possa accadere qualcosa ai figli

-16.0

-1.23

68.5

(55) Se si concede ai figli la libertà di parlare delle loro difficoltà, finiscono per lamentarsi sempre

-17.2

-1.30

21.4

(56) Mio figlio, oltre al basket, pratica con una certa regolarità altri sport

-26.2

-1.83

43.8

(57) I genitori devono fare il possibile per evitare delusioni ai figli

-30.0

-2.05

67.4

 

 

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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