Materiali di psicologia sociale e della personalità

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Riferimento bibliografico:
Perussia F., a cura, Materiali di psicologia sociale e della personalità, Torino: Celid, 1997.

 

SOMMARIO
(con abstract)


 

 

Presentazione
di Felice Perussia

 

Introduzione alla psicologia della vita quotidiana.

F. Perussia

Riassunto – Viene condotta una rassegna a carattere introduttivo sui modi in cui la psicologia affronta il tema della vita quotidiana. Vengono identificati vari riferimenti teorici cui ricorrere per un primo approccio sistematico. Tra questi, vengono bremente analizzati in particolare gli apporti forniti da: la ricerca di base; la fenomenologia sul campo; la psicologia ingenua; la psicologia della personalità; il paradigma etobiologico; l’interazionismo simbolico; la teoria critica; la filosofia della scienza; la psicologia sociale; gli approcci antropologico, storico e sociologico; la psicologia della motivazione e dell’apprendimento; lo studio dell’opinione pubblica e dei consumi; l’analisi delle possibili fonti cui attingere dati. Nel complesso, ne esce un quadro ricco e stimolante, ma ancora molto magmatico e in formazione.

 

Stili amorosi: Una ricerca.

F. Perussia, R. Grohrock

Riassunto – E’ stato avvicinato un campione di 410 soggetti italiani, maschi e femmine fra i 19 e i 28 anni d’età, studenti universitari. E’ stato sottoposto loro un questionario, basato su aggettivi a scale di Likert, composto di 148 item, ricavati, con alcune aggiunte, dalla letteratura scientifica internazionale sugli stili amorosi. Tra questi, in particolare: la Love Attitude Sale, la Triangular Love Scale, il Love Ways Inventory, una Scala di Gelosia, una Scala di Atteggiamenti verso il Sesso, una Scala di Problemi della Relazione più una serie di altri item su temi specifici. I risultati hanno messo in rilievo che l’esperienza amorosa appare come un momento di grande rilevanza emotiva ed esistenziale, soprattutto nei termini di uno stato d’animo che fornisce supporto alla solidità dell’Io e all’autostima. Pare avere attualmente un rilievo essenziale la dimensione del sesso. Nella condizione amorosa vengono percepiti tuttavia anche problemi di varia natura, specie connessi alla gelosia, alla incertezza della situazione, ai limiti della spontaneità della relazione, all’adeguatezza del riconoscimento da parte del partner. Sembra confermata la possibilità di studiare la psicologia dell’amore anche in termini di stili amorosi. Non si rilevano differenze chiaramente significative per subcampioni (sesso ed età). Si evidenzia invece una certa differenza, nelle valutazioni e nella struttura fattoriale, tra le risposte fornite dal campione italiano e quelle riscontrate in analoghi campioni statunitensi.

 

Identificazione dei contenuti di una scala sulla identità di genere (in Italia).

F. Perussia

Riassunto – Viene presentata una rassegna sulle ricerche disponibili in letteratura relative allo studio della identità di genere. Dopo una breve rassegna storica sullo studio del costrutto, vengono presentate le principali caratteristiche di alcune scale attualmente molto diffuse nella letteratura scientifica statunitense e di alcuni questionari utilizzati nel contesto culturale italiano. Viene quindi prodotta, attraverso una analisi sinottica degli item tratti dalle scale più diffuse (talvolta utilizzati anche in Italia) e la definizione di alcune voci di ricerca ulteriori, una ipotesi di questionario quanto più possibile esauriente da verificare con campioni italiani.

 

L’Altro tipico: Una ricerca.

F. Perussia, G. Pravettoni

Riassunto – E’ stato avvicinato un campione di 300 soggetti italiani, metà maschi e metà femmine fra i 18 e i 33 anni d’età. E’ stato sottoposto loro un questionario, basato su item a scale di Likert, composto di 140 voci, ricavato da un ampio studio analitico della letteratura in materia, relativo all’uomo e alla donna tipici. I risultati hanno messo in rilievo come, tra l’altro: il profilo generale della Donna Tipica e quello dell’Uomo Tipico appaiono scarsamente correlati fra loro; c’è maggiore accordo tra maschi e femmine relativamente all’immagine della Donna Tipica che non rispetto all’immagine dell’Uomo Tipico; si conferma la possibilità di una analisi significativa a due fattori: l’uno più espressivo-passivo-femminile (primi cinque item: affettuosa, tenera, gentile, garbata, precisa); l’altro più strumentale-attivo-maschile (primi cinque item: trasgressivo, competitivo, disordinato, autoritario, tende molto alla conquista). Si nota tuttavia che un numero rilevante di item significativi, nel qualificare l’immagine della donna e dell’uomo tipici, è stato introdotto direttamente nel questionario italiano, mentre non era presente nelle scale originali.

 

Premesse per una teoria del Codice Ingenuo.

F. Perussia

Riassunto – Viene presentato un modello concettuale di riferimento per il costrutto “Codice Ingenuo”. Dopo una rassegna storica su alcuni momenti rilevanti della ricerca sul rapporto tra descrizione (psicologia) e prescrizione (diritto) del comportamento, si sottolinea, tra l’altro, come il diritto in quanto tale possa rappresentare un punto di riferimento utile per la ricerca psicologica, poichè contiene in sè una completa teoria ingenua della personalità. L’approccio dela psicologia (le regole del comportamento come soggettività) e quello del diritto (le regole del comportamento come norma) non sembrano presentare differenze davvero rilevanti. Potrebbe allora risultare interessante sviluppare una teoria giuridica (in campo psicologico) allo stesso modo in cui si parla di una teoria psicoanalitica, di una una teoria comportamentista, cognitivista, o quant’altro. La psicologia del diritto, connessa ma non coincidente con la psicologia giuridica, può allora avvantaggiarsi di una analisi comparativa dei modi secondo cui si struttura (secondo criteri variabili per gruppi di attori) il Codice Ingenuo, empiricamente rilevabile in quanto inteso come l’insieme delle conoscenze non formulate o quasi-formulate ovvero implicite sulle leggi e le norme giuridiche (diritti, doveri e sanzioni) che regolano i rapporti tra gli individui nella comunità, così come sono espresse nella nostra esperienza e nel nostro linguaggio quotidiano.

 

Il senso della legge, della giustizia e del sistema penale in giovani minorenni e maggiorenni.

F. Perussia, G. Benso, A. Lovisolo

Riassunto – E’ stato avvicinato un campione di 460 soggetti italiani: metà maschi e metà femmine; metà minorenni (14-17 anni) e metà maggiorenni (18-24 anni). E’ stato somministrato loro un questionario di 118 item a scale di Likert. I risultati mettono in rilievo, tra l’altro, che la legge viene apprezzata come valore sociale generale, ma la si giudica inadeguata. Si vorrebbe più ordine e legalità, anche perchè appare netta la sensazione che la legge non venga rispettata. I motivi che si ritiene inducano a rispettare la legge sono soprattutto di tipo più eteronomo per quanto riguarda il comportamento altrui e più autonomo per quanto riguarda se stessi. Prevale l’dea della pena come risarcimento, seguita dalla rieducazione, con minimo rilievo attribuito alla cura e sostegno ovvero al perdono. La pena carceraria è considerata ineliminabile. E’ evidente il rifiuto della pena di morte. Si evidenzia una notevole diffidenza nei confronti del sistema giudiziario. Lo si considera sostanzialmente corretto e non persecutorio nè arbitrario, ma inficiato da molti limiti. Si ritiene, comunque, che i cittadini non vengano trattati tutti allo stesso modo. Non si evidenziano chiare differenze nella percezione di giudici, avvocati e forze dell’ordine. Non si rilevano variazioni significative tra i sub-campioni (maschi e femmine; minorenni e maggiorenni), a parte che nei riguardi della pena di morte. I dati mostrano varie evidenze contrarie alle classiche ipotesi di Piaget e di Kolberg sullo sviluppo morale.

 

Preferenze disciplinari di studenti e docenti a psicologia: Un confronto.

F. Perussia, F. Bonaiuto

Riassunto – Sono state messe a confronto le preferenze disciplinari, nell’ambito della psicologia, espresse da un campione di 354 studenti di psicologia e da un campione di 235 psicologi che insegnano in università (ricercatori, associati, ordinari), in Italia. Le valutazioni espresse, rispetto a 33 aree psicologiche specialistiche, evidenziano una bassa correlazione (.22) tra le scelte dei due campioni. In particolare: è evidente che i docenti mostrano una netta preferenza per la psicologia generale e sperimentale, ovvero per la ricerca e la quantificazione in genere. Gli studenti preferiscono invece le aree psicoterapeutiche, sessuologiche, della famiglia, ovvero l’analisi qualitativa e interpretativa in genere.

 

Dimensioni connotative della prova d’esame.

F. Perussia, S. Runne

Riassunto – Abbiamo chiesto a 100 studenti universitari (50 maschi e 50 femmine), iscritti a varie facoltà, di produrre una serie di associazioni libere stimolate dalla parola “Esame”. Le associazioni prodotte sono inscrivibili in due costrutti principali: lo studio e la tensione emotiva. Il primo costrutto rappresenta un aspetto ufficialmente riconosciuto dell’esame universitario. Il secondo implica invece un fattore esistenziale e psicodinamico che la formazione accademica pare sostanzialmente ignorare.

 

Motivazioni all’attività nel tempo libero: Il caso del golf.

F. Perussia, G. Pravettoni, M. Cesa-Bianchi

Riassunto – Abbiamo chiesto a un campione di 123 golfisti attivi (78% maschi, 22% femmine; età media: 42 anni) di completare un questionario relativo a vari aspetti della loro attività sportiva e ad una serie di motivazioni che possono essere alla base della pratica golfisitca. I dati raccolti hanno evi denziato, tra l’altro, la presenza di 4 fattori principali nel determinare l’interesse per questo sport: Fattore 1, monitoraggio e auto-controllo; Fattore 2, evasione dall’ambiente (fisico e interpersonale) abituale; Fattore 3, forma fisica; Fattore 4, relax e antistress.

 

L’immagine dell’inquinamento: Un confronto 12 anni dopo.

F. Perussia, A. Miglietta

Riassunto – Abbiamo sottoposto un questionario, per lo più a risposte aperte, ad un campione di un centinaio di studenti universitari presso l’Università di Torino. Il questionario utilizzato è uguale a quello somministrato oltre dieci anni prima a un analogo campione di studenti dell’Università di Milano. Il confronto fra i risultati delle due rilevazioni (del 1980 e del 1993) mette in luce una sostanziale somiglianza. L’inquinamento appare come un problema di grande rilievo, un processo in continuo aumento, legato all’industrializzazione e presente sopprattutto nei paesi più sviluppati, che consiste in un’alterazione delle condizioni naturali, e cui si può porre rimedio solo con l’intervento di tutti noi. Le sue caratteristiche non sono tuttavia molto precise. Da varie indicazioni risulta peraltro che l’insieme del problema è oggi meno sentito di quanto non avvenisse tredici anni prima.

 

 

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