ITAPI-G Manuale

 

Felice Perussia

ITAPI-G Inventario Italiano di Personalità – Italia Personality Inventory Forma G (Generale) : MANUALE
Milano: Psicotecnica-Amazon, 2005, pp.226.

 

Quarta di Copertina

Il Manuale descrive, con grande dettaglio, l’evoluzione teorica e metodologica di ITAPI-G; e ne riporta, in versione integrale, le caratteristiche psicometriche, le modalità e le norme per la somministrazione.

ITAPI è il Programma italiano (ed europeo) di ricerca scientifica sulla Personalità, che produce dati e analisi approfondite in continuo sviluppo da diversi anni. ITAPI tiene conto puntualmente, oltre che della letteratura scientifica nord-americana, della ricca tradizione culturale italiana ed europea, da cui anzi prende le mosse.

ITAPI-G è la forma Generale (Great) dell’Inventario Italiano di Personalità o Italia Personality Inventory. ITAPI-G impiega 105 item per descrivere un profilo individuale basato su 7 Tratti-Costrutti-Fattori ovvero su 4 Tipi-Cluster, con una norma psicometrica basata su un campione rappresentativo della popolazione (per sesso, età, livello di istruzione, stato civile e distribuzione geografica) composto di 2.383 soggetti.

Il Programma ITAPI è (forse) l’unico insieme di Inventari attualmente disponibile il quale sia utilizzabile liberamente, in licenza freeware, per scopi no-profit (quali: ricerche scientifiche, tesi di laurea, counseling sociale, interventi di sviluppo personale ecc) in una prospettiva di servizio.

Il Programma ITAPI, nelle sue varie forme, è invece rigorosamente soggetto a copyright per quanto riguarda qualsiasi possibile uso commerciale. Mentre ne viene esplicitamente impedito l’impiego per scopi di selezione del personale o per discriminazioni di qualsiasi tipo.

Il Programma ITAPI è anche (forse) l’unico insieme di Test il cui apparato psicometrico-statistico sia completamente e facilmente verificabile, oltre che usabile, da ogni studioso e da ogni utente, dal primo all’ultimo item e dalla prima all’ultima elaborazione, in versione open source (in questo Manuale, ma anche su internet all’indirizzo: www.itapi.PsicoTecnica.it).

 

perussia.it-itapi-Generale

 

SOMMARIO

 

Premessa
1. Filosofia del Programma ITAPI, copyright e licenze
2. Antecedenti di ITAPI nella ricerca mediante Inventari di personalità
3. Contributi dal Personality Psychology Workshop
4. Antecedenti di ITAPI nella letteratura scientifica
5. Genesi di ITAPI: Selezione dei Costrutti ovvero dei Tratti-Fattori di riferimento
6. Genesi di ITAPI: Antecedenti e fonti di ispirazione in Test e Inventari già esistenti
7. Genesi di ITAPI: Selezione dei Tratti-Costrutti e degli item
8. Genesi di ITAPI: Identificazione della struttura fattoriale e di Costrutto
9. Contenuti di ITAPI-G e modalità di somministrazione
10. Campione per la standardizzazione italiana di ITAPI-G (2.383 casi)
11. Analisi dei 105 Item di ITAPI-G: Coerenza e omogeneità interna
12. Analisi delle 7 Scale di ITAPI-G: Attendibilità dei Tratti-Fattori
13. Norme statistiche (taratura italiana) di ITAPI-G: Frequenze, percentuali, punti Z, punti T
14. Norme statistiche (taratura italiana) di ITAPI-G: Distribuzioni percentili
15. Assegnazione del punteggio per il Profilo ITAPI-G di Personalità
16. Itapi-TIPI: Campione standardizzato italiano (1.944 casi)
17. Itapi-TIPI: Segmentazione in 4 Tipi-Cluster
18. Itapi-TIPI: Profilo sintetico dei 4 Tipi-Cluster
Conclusione
Riferimenti bibliografici

 

PREMESSA

Dopo tre decenni passati (anche) a condurre ricerche nel campo dei Test sulla personalità e sulle connesse variabili psicosociali, cercando costantemente di analizzare, tra l’altro, i profili caratteriali delle persone, i loro comportamenti nella vita quotidiana, le rappresentazioni sociali, l’opinione pubblica ecc: diventa sempre più faticoso scontrarsi ancora, come inesorabilmente accade piuttosto spesso, con i limiti ricorrenti che sono tipici di gran parte dei Test-Inventari di personalità e di molte Scale di rilevazione psicologica in genere.
Questo è uno dei motivi principali per cui ho deciso di incamminarmi, con il gruppo di lavoro che ruota attorno al Personality Psychology Workshop ed al Laboratorio di Ricerca e Sviluppo, sulla strada della complessa operazione di creare direttamente nuovi Test, Inventari, Scale ecc. Iniziativa che non risolverà certo tutti i problemi, né supererà tutti i limiti; ma forse aiuterà un poco a ridurre l’invadente presenza di qualcuno tra di essi.
Alcune dimensioni, in particolare, mi sono sempre apparse decisamente discutibili e fastidiosamente interferenti, almeno sul piano scientifico. E cito, tra le altre:
A) Il fatto che gli Inventari con maggiore diffusione (specie, ma non solo, in Italia ovvero in Europa) sono spesso la traduzione di Test pensati, sviluppati e prodotti in contesti culturali diversi da quello in cui vengono effettivamente utilizzati (nel nostro caso: quello italiano ovvero europeo).
B) Il fatto che tali Inventari sono generalmente ad uso piuttosto privato; con la conseguenza che, contrariamente ad ogni principio dichiarato di correttezza scientifica (e in contrasto con le regole, per così dire, civili minime sulla trasparenza di tutto ciò che ha a che fare con il pubblico; come avviene invece, tanto per fare un esempio, nella etichettatura dei farmaci e dei prodotti alimentari ecc): questi Test non vengono messi a disposizione della collettività; e non possono essere esaminati dalle persone a cui vengono somministrati con lo scopo di misurarle (pur avendo vari effetti potenzialmente rilevanti sulla loro vita); per cui raramente è possibile verificarli, in quanto accade spesso che non si possano avere dati precisi e dettagliati sul modo in cui sono stati prodotti.
C) Il fatto che uno strumento così interessante sul piano scientifico e di ricerca per sondare la personalità, quale è il Test, venga spesso svilito per l’uso, specie con lo scopo specifico di ricavarne un vantaggio economico, che se ne fa nel campo soprattutto della discriminazione interpersonale (attribuzione di etichette, diagnosi di malattia mentale, selezione del personale ecc); il che dipende a sua volta anche dal fatto che molti Test tuttora ampiamente circolanti (come d’uso abituale in tempi passati, ma come accade anche oggi) sono stati concepiti, sin dal principio, proprio per offrirsi come un prodotto commerciale, da vendere all’esercito, alle aziende, ai clienti più diversi, nella pratica privata ecc.
D) Il fatto che dei Test psicologici viene spesso presentata una visione mitica se non mistica (misurano oggettivamente l’intelligenza, piuttosto che la personalità) di fatto squalificante, per via della sua effettiva inconsistenza, invece che una visione realistica (sono un volenteroso tentativo per aiutare a capire qualcosa di più della soggettività umana) che ne rappresenta invece l’interessante potenziale di ricerca e di conoscenza.
Non è questa la sede più adatta a sviluppare il tema, per il quale rimandiamo ad altri contesti (tra cui: Perussia, 1994a). Qui ricordiamo solo che, come è storicamente ben noto: lo sviluppo professionale della psicologia nel suo Paese guida professionale, e cioè negli Stati Uniti, è dipeso in modo determinante dal “salto di qualità” legato al contributo che molti psicologi, con le loro società (per azioni) di consulenza psicometrica, hanno fornito nella selezione dei militari statunitensi da inviare al fronte della prima guerra mondiale.
La quale importante circostanza (molto enfatizzata dai media) ha determinato a sua volta una straordinaria e capillare diffusione dei Test nella vita quotidiana degli Statunitensi. I quali vengono, da allora ad oggi, ossessivamente sottoposti a prove standardizzate che si propongono di misurarne l’intelligenza, la personalità, le attitudini, le opinioni, gli orientamenti ecc, dalla nascita alla più tarda età, in una misura che è difficile anche solo da immaginare per un medio cittadino europeo. Anche considerando che il risultato di tali continui Test determina in modo significativo, e spesso senza appello, numerosi passaggi della loro vita (da tutti quelli connessi all’iter scolastico, a molti di quelli che intervengono nel percorso lavorativo, sanitario ecc).
Ed è pure interessante notare, tanto per non fare che un solo esempio a riprova del peso professionale conquistato dalla Nuova Psicologia Scientifica nell’organizzazione della modernità, come, ancora durante la seconda guerra mondiale, lo staff che costituisce l’assessment center dello Office of Strategic Services (oggi ribattezzato: Central Intelligence Agency; ovvero: la CIA) comprenda gran parte degli psicologi eminenti del tempo. Tra cui (OSS Assessment Staff, 1948): Urie Bronfenbrenner, Donald Fiske, John Gardner, Clyde Kluckhohn, David Krech, David Levy, James G. Miller, O. H. Mowrer, Henry Murray, Theodore Newcomb, Donald MacKinnon, Harvey Robinson, Douglas Spencer, Nevid Stanfortt, Edward Tolman, Kurt Lewin.
Tornando invece alla sostanza tecnica del lavoro descritto in queste pagine, sottolineiamo che il presente lavoro si propone più che altro di fornire l’inquadramento psicometrico per la forma generale (G) dell’Inventario Italiano di Personalità o Italia Personality Inventory (ITAPI).
Pubblichiamo cioè, in questa sede, quello che in letteratura viene normalmente definito come il “Manuale del Test”; ovvero come quel materiale accessorio, che accompagna ogni Reattivo mentale di buona qualità, il quale: “Contiene tutto ciò che dovrebbe essere necessario o utile per servirsi bene di quel Test” (Boncori, 1993, 46).
Il presente Manuale di ITAPI-G riporta dunque tra l’altro, come d’uso: “Presentazione generale del Test … istruzioni per la somministrazione … istruzioni per l’assegnazione del punteggio o per la classificazione delle risposte … resoconto tecnico sulla costruzione del Test … norme statistiche” (ivi, 46-47).
Può essere definito anche come un Manuale “di base” per ITAPI-G, poiché ha la pretesa di contenere, con una certa asciuttezza ma anche con il massimo dettaglio possibile, quanto può riuscire utile per utilizzare al meglio l’Inventario, comprese talune importanti precisazioni storico-metodologiche e più ancora molti dettagli sulla genesi dell’Inventario stesso.
Facciamo presente che i lavori scientifici di riferimento, per definire il quadro concettuale di ITAPI, sono parecchie centinaia. Di questi riferiamo, in modo più approfondito, anche in precedenti e paralleli Rapporti Tecnici (Perussia, 2005a, 2005c; Perussia e Viano, 2004, 2005); soprattutto in quello dedicato alla identificazione del pool di item di partenza per ITAPI (Perussia, 2004) ovvero in quello relativo alle ricerche tipologiche di ispirazione più o meno psicografica, basate sui Valori e sugli Stili di Vita (Perussia, 2005b). In questa sede (nelle pagine successive e in bibliografia) ci limitiamo dunque ad indicare soltanto i riferimenti principali.
Abbiamo peraltro tenuto sullo sfondo alcuni volumi particolarmente interessanti, specie con riferimento ai Test in generale, come l’ottimo manuale di Boncori (1993) o quelli di Anastasi (1968, 1976, 1988 ecc); mentre abbiamo tenuto conto anche delle indicazioni ufficiali in materia suggerite dalla American Psychological Association (1985-1999).
Ricordiamo infine che ITAPI è un Programma, e un gruppo, di lavoro in continuo sviluppo. Per ulteriori approfondimenti sul Programma ITAPI (oltre che per un repertorio di strumenti utili per chi si occupa di Reattivi, Scale, Test e indagini di psicologia sociale e della personalità) rimandiamo quindi costantemente al relativo sito internet (www.itapi.PsicoTecnica.it).
Per comunicazioni: è poi sempre possibile rivolgersi direttamente agli Autori dei vari passaggi del Programma ITAPI.

 

 

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Molti approfondimenti sul tema in: Perussia, F. (2015). Storia della Psicologia: Manuale di scienze della mente. Milano: Psicotecnica Amazon.

Per capire meglio la psicologia, si veda anche l’omonimo sito: StoriadellaPsicologia.it

 

 

 

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