Fede scientifica VS Fede civile: Divaricazioni contemporanee

 

Sin dalle origini il movimento scientifico ha sviluppato una propria ideologia, contrapposta ad altre ideologie del tempo in cui di volta in volta si trova a vivere.

In principio: la bestia nera del movimento scientifico, o dell’illuminismo, è il movimento religioso.

Con gli anni Duemila, l’ideologia del movimento scientifico si contrappone invece ad un pensiero molto più laico, che contiene una sua dimensione spirituale ma che si esprime in forme assai meno organizzate dalla Chiesa, di quanto non succedesse due o tre secoli fa.

Sembra così delinearsi oggi una nuova contrapposizione. Da una parte c’è l’ideologia laica degli Scienziati, che è ormai consolidata in forme stabili anche statali che ricordano le strutture di una chiesa, come: istituti, ordini universitari, testi accettabili solo se certificati dall’autorità ufficiale, finanziamenti pubblici o raccolti sotto forma di beneficienza o di charity ecc. Dall’altra parte c’è l’ideologia dei Cittadini, che è altrettanto laica ma che dissente dal movimento scientifico su vari punti determinanti.

Una recente rilevazione del Pew Research Center di Washington (gennaio 2015) evidenzia alcuni aspetti significativi di tale processo, in corso da tempo.

La ricerca, intitolata Public and Scientists’ Views on Science and Society, è redatta da Cary Funk e Lee Rainie.

Si tratta di un sondaggio presso un campione rappresentativo di Statunitensi adulti, che viene messo a confronto con un sondaggio identico svolto presso un campione rappresentativo di membri della American Association for the Advancement of Science AAAS con sede a Washington, che è probabilmente la più ampia associazione scientifica del mondo.

Sulla base dei risultati conseguiti, pienamente verificabili nel loro dettaglio anche perché messi a disposizione di tutti in .pdf openaccess dal Pew Research Center, si possono rilevare molti elementi di tale nuova contrapposizione di ideali.

Come ben si rileva anche dalla scheda di sintesi, riprodotta qui sotto e meglio ancora dal rapporto di ricerca completo e dall’articolo che lo sintetizza, gli elementi che caratterizzano il discrimine fra queste due ideologie sembrano essere riconducibili tutti alla diversa visione della natura che caratterizza gli Scienziati rispetto ai Cittadini.

Gli Scienziati sembrano infatti essere convinti di tenere ormai la natura in proprio potere, mentre i Cittadini sembrano nutrire un reverente timore nei riguardi della dimensione naturale che li circonda.

In particolare:

  • Gli Scienziati nutrono una profonda fede (88%) negli organismi da loro geneticamente modificati; fede di cui però hanno convinto solo una minoranza dei Cittadini (37%).
  • Gli Scienziati trovano naturale (89%) che gli animali siano sacrificati alle loro ricerche; idea che pare assai meno convincente per i Cittadini (47%).
  • Gli Scienziati credono (68%) che i pesticidi da loro prodotti siano del tutto innocui per gli umani; mentre solo pochi Cittadini (28%) se ne fidano.
  • Gli Scienziati sono convinti (87%) che gli umani siano in grado di alterare in modo significativo il clima, in virtù del loro intervento diretto; potere d’intervento che risulta molto meno credibile per i Cittadini (50%).
  • Gli Scienziati sono spaventati (82%) dalla crescita della popolazione, che invece preoccupa molto meno i Cittadini (59%).
  • Due terzi degli Scienziati vedono con favore (65%) la costruzione di nuove centrali nucleari; mentre i Cittadini ne sono assai meno entusiasti (45%).
  • Il credo assoluto degli Scienziati è comunque il radicalismo evoluzionistico (98%) che è apprezzato anche ai Cittadini, benché solo da due terzi (65%) di loro.
  • Fa caso a sé il tema controverso delle vaccinazioni infantili, dove si evidenzia una stima positiva da parte di tanti Scienziati (86%) così come di due terzi dei Cittadini (68%). Il che significa però che anche 1 Scienziato su 6, così come avviene per un 1 Cittadino su 3, non se ne sente molto sicuro.

Conclusioni (provvisorie) possibili, su cui merita riflettere:

  • Esiste ormai un Credo scientifico, che è fatto di fede ne: gli organismi geneticamente modificati; la sperimentazione in vivo sugli animali; i pesticidi; il controllo che gli umani sono in grado di esercitare sul clima; il controllo delle nascite; le centrali nucleari; le vaccinazioni infantili; il tutto benedetto dallo sguardo amorevole di Charles Darwin.
  • Questi elementi del Credo scientifico rappresentano oggi una ideologia che contrasta con la visione dei Cittadini, come accadeva anche per gli illuministi settecenteschi e per i positivisti dell’Ottocento, ma che va oggi contro un pensiero molto più laico e molto meno religiosamente caratterizzato di quanto accadesse in passato.
  • Non ci sono posizioni scientifiche che vedono l’unanimità degli Scienziati, nel senso di trovarli tutti schierati dalla stessa parte, salvo la filosofia evoluzionista.

 

 

 


 

Per inciso, la American Association for the Advancement of Science AAAS pubblica da tempo la ben nota rivista Science, che è considerata la più rilevante rivista dell’ortodossia scientifica al mondo e che è stata diretta per 50 anni, dal 1894 al 1944, dal suo proprietario James (McKeen) Cattell, professore di psicologia alla Penn e poi a Columbia nonché uno dei padri maggiori per la nuova psicologia scientifica statunitense. Science è stata acquistata dagli eredi di Cattell solo nel 1944, immediatamente dopo la morte del suo padre-padrone.

La AAAS, forte di circa 10 milioni di iscritti nel mondo, si propone come la più grande associazione scientifica del mondo e certo rappresenta di gran lunga il maggiore e più ufficiale movimento di opinione del radicalismo scientifico quanto meno negli Stati Uniti

 

Un altro paio di elementi di fondo caratterizzano lo scenario:

  • La maggioranza assoluta dal campione di Cittadini statunitensi esprime una valutazione positiva di vari aspetti del movimento scientifico in senso generico.
  • Solo una metà degli Scienziati ritiene che il presente (metà anni ’10 del Duemila) sia un buon momento per il movimento scientifico, percentuale che tende a diminuire costantemente da diversi anni a questa parte.

 

 

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