Se il disagio psicologico è solo una malattia cerebrale: allora la psicologia è inutile

 

Il modo classico con cui si dimostra che tutto ciò che pare soggettivamente psicologico è in realtà oggettivamente neuro-psichiatrico (riferito al cervello-brain) consiste nel chiamare neuropsichiatrico tutto ciò che è psicologico (riferito alla mente-mind).

Richiamo dunque un brillante esempio di tale strategia retorica, spacciata per scienza.

Merita sottolineare che la brillante dimostrazione non è stata prodotta dal Comitato scientifico del Partito Comunista Sovietico ai tempi di Stalin, quando ogni forma di dissenso è classificabile solo come malattia mentale.

La dimostrazione è stata realizzata invece da un vasto gruppo di ben una settantina di personaggi, tutti rappresentativi di quello che solitamente è indicato come il mondo assolutamente più evidence based and controlled della scienza con alto Citation Index e Impact Factor.

Tale vasto gruppo di scienziati si coalizza nel comunicarci in primo luogo, e sin dal titolo, un fatto oggettivamente evidente: che qualsiasi disagio psicologico coincide solo ed esclusivamente con una malattia cerebrale.

Non si tratta di una semplice forma terminologica. Il titolo si riferisce precisamente al Costo economico delle malattie mentali [BRAIN DISORDERS] in Europa. La rivista che lo promuove è lo European Journal of Neurology.

L’articolo sarebbe di per se stesso interessante per quanto riguarda i dati riportati, che paiono utili nel dettaglio. La perversione sta tutta nella politica scientifica che viene perseguita dal gruppo come dimostrazione generale.

 

Come si può riuscire a vedere come neurologico tutto ciò che è psicologico?

 

Lascio da parte la presentazione dei costi sanitari e di quelli extra-sanitari, che è il punto da cui parte la relazione e che può risultare utile (ognuno lo può studiare personalmente su internet).

Ricordo invece il dato generale.

Dal rilevante lavoro si evince che ci sarebbero 380 milioni e 100 mila malati di mente in Europa.

Si scopre però subito che i “subjects affected” come vengono chiamati, hanno contratto nella stragrande maggioranza dei casi (cioè nella quasi totalità) il loro Brain Disease nella forma di malattie che appaiono a chiunque oggettivamente diagnosticabili solo come cerebrali, quali:

 

MALATI CEREBRALI in Europa secondo Olesen et Al (2012) su European Journal of Neurology

 

Mal di testa (headache) 152,8 Milioni
Disturbo d’ansia (anxiety) 69,1 Milioni

(di cui: fobia specifica: 22,7 milioni; fobia sociale: 10,1 milioni)

Disturbo del sonno (sleep) 44,9 Milioni
Disordine dell’umore (mood) 33,3 Milioni
Disordine psicosomatico (somatomorf) 20,4 Milioni
Dipendenza (addiction) 15,5 Milioni

(di cui: 14,6 milioni da alcool; mentre il tabacco non è considerato)

Disordine dell’infanzia/adolescenza (child/adolescent) 5,9 Milioni
Disordine di personalità 4,3 Milioni
Disordine alimentare (eating) 1,5 Milioni
TOTALE 347,7 Milioni

 

Personalmente non sapevo che l’ansia sociale o il disturbo alimentare o l’insonnia fossero delle Malattie Cerebrali. Ma forse non sono il solo.

Altre infermità, tra le malattie indicate, sono definibili come malattie cerebrali solo tra molti e molti dubbi, visto che nella maggior parte dei casi non esiste alcuna evidenza, né fisiologica né anatomo-patologica, cui fare riferimento per definirli come tali. È il caso di: demenza (6,3 milioni); disordini psicotici (5 milioni); ritardo mentale (4,2 milioni); epilessia (2,6 milioni).

C’è poi il caso dell’infarto cerebrale (stroke: 8,2 milioni) e del trauma cerbrale (traumatic brain injury: 3,7 milioni) che sono sì a carico del cervello, ma che si possono classificare come malattie mentali, entro questo strano calderone, solo in un senso davvero molto particolare.

Non mancano infine, in questa relazione scientifica, anche dei casi di malattie cerebrali (secondo una classificazione che peraltro suona non poco discutibile) relativamente più realistici, quali: Parkinson (1 milione e 200 mila); sclerosi multipla (500 mila); disordini neuromuscolari (300 mila); tumore cerebrale (200 mila).

Come si nota: almeno 345 milioni di casi (sui 380 scientificamente elencati) sono definibili come malattie cerebrali solo nella testa di questo strano gruppo di lavoro.

Però, visto il contesto, i referee, gli impact factor, i citation index e così via: ad un lettore veramente sprovveduto può anche sembrare così.

Mentre una ricerca tanto solida può certo confermare un giusto aumento nelle prescrizioni e quindi nelle vendite di psicofarmaci, per affrontare tali malattie evidentemente cerebrali. Aumento che infatti da anni va drasticamente crescendo in tutto il mondo e in particolare nel sistema sanitario europeo.

Affidiamoci dunque tutti (come vuole la correttezza scientifica) a questo genere di dimostrazioni oggettive e scientificamente qualificanti.

Dimentichiamoci invece della psicologia e degli interventi psicotecnici, che si dimostrano evidentemente inutili (e forse anzi condotti in mala fede) quando pretendono di affrontare delle malattie scientificamente cerebrali.

 

 

La dimostrazione evidente

 

Olesen, J., Gustavsson, A., Svensson, M., Wittchen, H.U., Jönsson, B.; with the collaboration of: Jordanova, A., Musayev, A., Gustavsson, A., Gabilondo, A., Maercker, A., Melin, B., Jönsson, B., Walder, B., Gannon, B., Schlehofer, B., Faravelli, C., Allgulander, C., Ljungcrantz, C., Jacobi, C., Muresanu, D.F., Hilton Jones, D., Ehler, E., Beghi, E., Norwood, F., Aguilera, F., Jacobi, F., Jacobi, F., Kobelt, G., Meinlschmidt, G., Steinhausen, H.C., Wittchen, H.U.,Verschuuren, J., Vallat, J.M., Glaus, J., Reese, J.P., Olesen, J., van Os, J., Bentzen, J., Alonso, J., Garcia-Ibanez, J., Dams, J., Rehm, J., Lauer, K., von Wild, K., Karampampa, K., Stovner, LJ., Vécsei, L., Fratiglioni, L., van den Berg, L.H., Jönsson, L., Salvador-Carulla, L., Perrin, M., Milenkova, M., Knapp, M., Preisig, M., Moscarelli, M., Ekman M., Linde M., Pugliatti M., Svensson M., Rogers MM., Tenovuo O., Van den Bergh P., Azouvi P., Vos, P., Jennum, P., Martinez-Leal, R., Dodel, R., Simon, R., Lieb, R., Drabsch, S., Otero, S., Kurth, T., Xu, W., Winter, Y. (2012). The economic cost of brain disorders in Europe. European Journal of Neurology, 19(1), 155-162.

 

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