Ambulanza radiologica di Perussia 1915

 

L’ambulanza radiologica viene realizzata con l’obiettivo di permettere: “Un servizio radiologico da campo modernamente inteso” specie nella prospettiva dell’incombente guerra 1915-1918. L’ambulanza radiologica viene descritta in un articolo, scaricabile da internet:

Felice Perussia – La prima automobile radiologica italiana – La Radiologia Medica, 1915, 2(6), 279-285.

L’ambulanza radiologica di Perussia è contestualizzata e approfondita, con grande dettaglio tecnico, in un ricco articolo di Mario Reggio, visibile direttamente su internet.

Mario Reggio – Supplemento all’articolo di Felice Perussia pubblicato su «La Radiologia Medica» Vol. II Fasc. 6, Giugno 1915 – tratto dal n.1/2015 di «Fisica in Medicina».

Felice Perussia, capitano medico – Rovigo 1918

L’ambulanza è montata su un telaio Fiat 15 ter. Le misure sono: lunghezza, m 2.50; larghezza, m 1.70; altezza, m 1.75.

La potenza è 25-35 HP. La potenza del motore, quando l’ambulanza è ferma, viene spostata su un alternatore che genera energia, a 135-150 Volts per 15 Ampères, permettendo il funzionamento degli apparecchi radiologici.

L’ambulanza contiene molte apparecchiature (compresa una camera oscura smontabile) che vengono puntualmente descritte nell’articolo.

 

 

 

 

 

 

1915 – L’ambulanza radiologica di Perussia vista da dietro, con il portellone aperto sull’allestimento completo e con il tecnico all’opera

 

1915 – L’ambulatorio radiologico di Perussia, montato mettendo a terra il materiale in dotazione

 

1915 – L’ambulatorio radiologico di Perussia a Rovigo

 

Il nonno sottolinea in chiusura del testo (quasi evocando la doppia anima lombardo-piemontese della famiglia) che questa singola vettura è in fase di sviluppo, grazie alla “illuminata munificenza della Associazione medica di Torino”, per una produzione su più larga scala da parte della ditta Balzarini di Milano, che ha realizzato il prototipo.

Il citato articolo di Mario Reggio, visibile direttamente su internet, contiene una APPENDICE intitolata: Il «Carro Radiologico» di Giuseppe Bagatti Valsecchi.

Si tratta di un commovente sviluppo dell’ambulanza, realizzato dal Barone Giuseppe Bagatti Valsecchi (1845 – 1934) la cui famiglia, che tra l’altro ha costituito anche il ben noto Museo Bagatti Valsecchi di Milano, è da sempre di grande attivismo benefico per la comunità e in modo particolare per i meno fortunati.

Il Bagatti Valsecchi vuole ridurre le sofferenze della guerra e si adopera in questo senso. Non è medico, bensì avvocato e architetto, ma di fronte al dramma della guerra sente che la forma di intervento migliore è quella di aiutare gli altri che soffrono (invece che sparargli addosso, soprattutto quando avviene che qualcun’altro invece lo fa).

Ci ricorda Mario Reggio: “Particolarmente significativa l’offerta di Giuseppe Bagatti Valsecchi, che offrì un’ambulanza radiologica tipo Perussia, allestendola interamente a sue spese, a condizione di venire accettato come soldato semplice (sarà poi promosso sottotenente) volontario della Croce Rossa, assieme ad un amico medico specializzato ed al suo cocchiere, a sua volta promosso ad attendente ed autista. Non va dimenticato che Giuseppe, essendo nato nel 1845, al tempo dell’entrata in guerra dell’Italia, aveva settanta anni.”

 

ambulanza-bagatti-valsecchi-web-1915

Il carro radiologico di Bagatti Valsecchi, che compare nella foto assieme all’attendente Emilio Favalli.

Bagatti-Valsecchi-Giuseppe-Sommariva

Giuseppe Bagatti Valsecchi, all’epoca in cui si impegna come sanitario volontario presso il suo stesso carro radiologico, in un ritratto di Emilio Sommariva attualmente collocato presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano.

 

 

L’iniziativa dell’ambulanza radiologica mette in evidenza una continuità fra persone che appartengono a un’epoca speciale: un modo di essere e di testimoniare la propria presenza che alcuni amano pensare sia da tempo scomparsa, ma che forse (come personalmente credo) continua invece a vivere imperterrita.

 

Milano-Stemma-200

 

 

Il Bagatti Valsecchi è un generoso entusiasta, sempre alla ricerca del modo di dare una mano al prossimo.  Essendo dotato di vasti mezzi, li applica a questo scopo assieme a tutta la famiglia.

L’ottimo barone Giuseppe (che è anche avvocato) ricorda il più giovane, ma non di molto, mio bisnonno Leone Augusto (che è anche avvocato) pure lui generoso entusiasta e sempre alla ricerca del modo di dare una mano al prossimo.

I due si conoscono bene, nella piccola Milano del secondo Ottocento, anche perché abitano spesso a breve distanza. Partecipa al loro stesso spirito, così come a salotti simili, anche il figlio di Leone Augusto che è appunto l’inventore dall’ambulanza radiologica: il nonno Felice appunto.

Sono persone diverse, con disponibilità economiche diverse e con diverse culture famigliari di riferimento: impregnata di fervente socialismo l’una e impregnata di fervente cattolicesimo l’altra. Ma la passione è la stessa. Mentre rimango convinto che questa passione non muore mai.

E’ lo stesso spirito entusiasta e comunitario con cui nasce il Politecnico di Milano, ancorché nel 1863, per iniziativa della Società di incoraggiamento di arti e mestieri con i fondi di Comune e Provincia e Camera di Commercio ma specialmente della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. E’ lo stesso spirito entusiasta e comunitario con cui nasce la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche FAST di Milano, ancorché nel 1897. E’ lo stesso spirito entusiasta e comunitario con cui nasce l’Istituto dei Tumori di Milano, ancorché nel 1925, con lo zampino del nonno Felice, che ne è stato anche vice-direttore, ma pure della nonna Emma. E’ sempre in questo scenario che nasce l’Esposizione Universale di Milano Expo 1906. E si potrebbe continuare con tanti altri esempi.

Alcuni mettono in piedi intere università e ospedali e iniziative internazionali. Altri si ingegnano a mettere insieme ambulanze. Altri fanno cose magari meno eclatanti, ma comunque belle, sempre importanti e soprattutto generose.

In sostanza: darsi da fare, senza pretendere troppo ma sperando di dare una mano. Ricordando, giusto per confermare il diffuso pessimismo, che di questi tempi è in atto un’iniziativa molto simile a quelle. Mi pare si chiami Expo 2015.

 

References:

http://www.sanitagrandeguerra.it/index.php/cri/ambulanza-radiologica-elettro-vibratore

https://www.fisicamedica.it/sites/default/files/museo/Presentazione%20Felice%20Perussia.pdf

Le prime ambulanze radiologiche

 

 

 

 


 

 

 

 

CC BY-NC-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi