Alonge su Perussia

Lettera aperta di Roberto Alonge

Riferimento bibliografico:
Verbale del Consiglio della Facoltà di Scienze della formazione – 5 luglio 2001

 


 

 

Riporto qui una lettera aperta, scritta da Roberto Alonge, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione, in cui vengono espressi dei commenti (anche) su di me.
Più che dei commenti, mi sembrano dei complimenti (di cui ringrazio).
Sottolinenando però che Dario Galati, il mio successore alla Presidenza della Facoltà di psicologia, è sicuramente molto migliore di me.

E, a mio parere, questa lettera è un modo indiretto per fare i complimenti al mio Preside, visto che saggiamente egli continua per la sua strada, ottenendo ottimi risultati per la Facoltà (nonostante le insidie dell’astuto collega il quale, altrettanto giustamente, tira l’acqua al mulino della Facoltà sua).

Riproduco qui tale documento più che altro per curiosità.
Si tratta peraltro di un testo pubblico e ufficiale, che si trova agli Atti dell’Ateneo ed è registrato anche nel sito dell’Università di Torino.

Potrebbe anche aiutare a intuire meglio qualcosa dei complicati meccanismi universitari,
che a volte possono apparire (specie a chi ha scarsa dimestichezza col tema) strani
ma che pure giocano un ruolo rilevante nella storia concreta della cultura.

Università degli Studi di Torino
05 luglio 2001

VERBALE DEL CONSIGLIO DI FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE DEL 5 LUGLIO 2001
Il Consiglio si riunisce alle ore 16 nella Sala lauree della Facoltà di Scienze della Formazione.
Sono presenti i proff.ri ordinari fuori ruolo: Gallino; i proff.ri ordinari di ruolo: Bonanate, Pozzi, Alonge, Chiosso, Sciolla, Rossebastiano, Monti, Caprettini, Coggi, Sibilla; i proff.ri straordinari: Giani, De Luna, Baldissera, Bertetto, Milanaccio, Di Macco, Depretis, Luciano, Gallarati; i proff.ri associati confermati: Muttini, Dellavalle, Ceppa, Bonelli, Colombero, Trivero, Simonetta, Guaraldo, Rossati, Lemma; i proff.ri associati non confermati: Di Pol, Perrelli, Bazzini, Baldi, Bucciarelli, Grimaldi, Valsania, Guglielminetti; i rappresentanti dei ricercatori: Bajma Griga, Bruschi, Comba, Mattioda, Pavone, Perissinotto, Prono, Quaglia, Ramaglia, Seita, Titli, Trinchero; i rappresentanti degli studenti: Audenino, Bellan, Cibin, Giugiaro, Iervolino, Matarrese, Rossetti ; i rappresentanti del personale tecnico-amministrativo: Iacomini, Murtas, Nigro, Rassu; i docenti di altre Facoltà con insegnamenti ufficiali nel Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria: Carpignano.
Sono assenti perché in congedo per motivi di studio i proff.ri ordinari: Castronovo, Trinchero; i proff.ri associati confermati Piacenza, Notario.
Sono assenti giustificati i proff.ri ordinari: Pichierri, Tessari, Barberis, Livio; i proff.ri straordinari; Bonsanti, Termine; i professori associati non confermati: Meliga, Barsotti, Corti, Mariani.
Sono assenti ingiustificati i proff.ri ordinari di ruolo: De Palma, Cotti-Cometti, Bianchi; i proff.ri associati confermati: Fagiani, Pinottini, Gregoli; i professori associati non confermati: Varisco; i rappresentanti degli studenti: Campana, Fenoil, Lo Bue; i docenti di altre Facoltà con insegnamenti ufficiali nel Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria: Arzarello, Rinaudo, Ferrero.
Presiede la seduta il prof. Roberto Alonge, funge da segretario il prof. Paolo Gallarati.
(… OMISSIS …)
1. COMUNICAZIONI

1.1 Lettera al Preside della Facoltà di Psicologia, prof. Dario Galati

Il Preside informa di avere inviato al Preside della Facoltà di Psicologia, prof. Galati, la seguente lettera:
“Mio caro Galati, il tuo predecessore era un bel giovane, con tanti capelli ma anche con tanto cervello. Forse un poco assenteista, come preside, ma assolutamente non autolesionista. Aveva capito che l’interesse della sua Facoltà lo poteva perseguire solo stando rigidamente all’interno del fronte del porto umanistico, costituito dal quadrilatero Lettere-Lingue-Sc. Formazione-Psico.
E così ha fatto. Quando era presente in Senato Accademico faceva gioco di squadra, rimodulando su toni flautati le stesse cose che Bertinetti, Tranfaglia ed io dicevamo con maggiore strepito; e quando non c’era “ci delegava”. Il risultato è che per due anni di fila abbiamo costretto le potenti Facoltà di Medicina e di Scienze a lasciare sul tavolo l’intero loro avanzo di 30% di risorse di turn over. E ogni volta la Facoltà di Psicologia di Perussia ha portato a casa il massimo: nel ’98, la bella cifra di 872 milioni (su un totale di 4 miliardi); e nel 1999, 580 milioni (su un totale di 2 miliardi e settecento milioni), cioè ogni volta intorno al 21- 22%.
Naturalmente tu puoi pensare che questo era semplicemente giusto, e quindi dovuto, dal momento che Psicologia è la Facoltà con il maggior squilibrio studenti/docenti. Ma se pensi questo, allora io devo dire, con il linguaggio scritturale di un’epistola che ben ti si addice, “O insensati Galatae, qui vos fascinavit?”. Solo gli ingenui possono pensare che il giusto sia dovuto e sia reso in terra. In realtà bisogna battere i pugni sul tavolo e combattere e contrattare e mediare per arrivare ad ottenere anche solo un briciolo di ciò cui si avrebbe diritto.
Tu, dunque, non condividendo questa mia valutazione, e non comprendendo quanta sapienza politica ci fosse nei comportamenti apparentemente distratti di Felice Perussia, hai cominciato da subito a percorrere la strada dell’autonomia puntigliosa rispetto al fronte del porto umanistico. A ottobre 2000 bisognava votare i membri del Consiglio di Amministrazione. Bertinetti Tranfaglia ed io abbiamo fatto una lettera di appoggio per candidare un docente di Palazzo Nuovo, ma tu ti sei rifiutato di condividere la nostra scelta e non hai firmato la lettera: hai deciso di appoggiare (e di votare) la prof. Olimpia Gambino, membro autorevole della già potentissima Facoltà di Scienze. Io dico sempre che la Gambino la vedrei bene come Rettore (sarebbe una bella immagine di donna alla testa della maschilista Università di Torino…), ma questo è un altro discorso. La Facoltà di Scienze ha già in Consiglio di Amministrazione un suo docente, il prof. Giolito. Perché deve averne due e le quattro Facoltà umanistiche nemmanco uno? Sarà stato un caso, ma il candidato nostro ha perso per… un voto. Quanto poi sia importante avere un riferimento in Consiglio di Amministrazione lo stai comprendendo forse adesso, ma comunque, ormai, è troppo tardi.
E poi c’è stata la grossa questione dei 2.831.000.000 che il MURST ha assegnato alle solite quattro Facoltà nostre. Ti abbiamo dato copia del documento che ignoravi (ma poco male, eri alle prime armi), ti abbiamo invitato a una riunione comune e ti abbiamo proposto di dividere la cifra in quattro parti uguali (per ragioni “politiche”, per tenere unito il fronte del porto, fatta salva la riserva che Psicologia e Scienze della Formazione avrebbero poi pescato anche sulla distribuzione delle risorse normali, in quanto Facoltà peggio strutturate di Lettere e di Lingue). Ti abbiamo chiesto di fare un tuo elenco di cattedre da chiedere, e ti sei rifiutato, perché non eri pronto. Non comprendendo che le Facoltà che chiedono risorse devono dimostrare di avere bisogno urgente di risorse, pena non essere più credibili. Pazienza. Il primo documento firmato da Bertinetti, Tranfaglia e me porta la data del 16 dicembre 2000; l’ultima redazione (firmata ancora e sempre solo da Bertinetti Tranfaglia Alonge) porta la data dell’11 giugno 2001. Naturalmente abbiamo scritto che la quota di Psicologia sarà definita prossimamente “a cura dell’interessato”, ma non faccio fatica a profetizzare che questo non-decidere ti sarà usato contro. Quando chiederai la tua quota (se pure ce la daranno mai, e ormai comincio a dubitare…) i vecchi volponi del Senato Accademico giocheranno al ribasso, diranno che puoi accontentarti di una piccola quota di anticipazione, visto che in sei mesi non hai mostrato nessuna urgenza di avere nuove risorse per concorsi.
Ci sarebbe poi da dire che avresti potuto almeno dirmi “grazie” di essere riuscito a garantire a Psicologia 845 milioni, perché ricorderai bene che c’è stato un momento della lunghissima estenuante trattativa in cui le nostre quote erano scese a 566 milioni cadauno, e 566 milioni incamerati come quota del Rettorato, e alla fine siamo arrivati con Lettere e Lingue assestati a 570 milioni, e tu ed io assestati a 845. Felice Perussia metteva a disposizione qualche cattedra in multiproprietà fra Sc. Form. e Psico, per dimostrarmi la sua gratitudine. Tu avresti potuto almeno dirmi “grazie”. Ti assicuro che mi sarebbe bastato. Ma non fa fine insistere su questo aspetto della questione e dunque smetto. Resta il vero guaio, e cioè che sembra che ci sia una tua determinazione a volerti smarcare giocando sempre e sistematicamente contro le altre tre Facoltà umanistiche. Senza aver riflettuto a ciò che dice la scrittura: “Quod si invicem mordetis et comeditis videte ne ab invicem consumamini”.
A me pare invece che sia interesse di Psicologia avere buoni rapporti con le altre tre Facoltà, e in particolare con noi, che siamo un vostro naturale mercato, dal momento che non facciamo che bandire concorsi di psicologia. Già ci sono delle tensioni perché certe volte alcuni tuoi colleghi ci trattano troppo brutalmente da “colonia” (e siamo arrivati al punto che in alcuni concorsi prossimi venturi saranno chiamati membri interni da fuori Torino pur di sentire meno il giogo dei torinesi); proprio non mi pare astuto osteggiare sistematicamente anche il Preside, cioè io, che psicologo non sono, e che quindi potrei funzionare da pompiere. Mentre invece, a questo punto, non ti nascondo, funzionerò da incendiario più che da pompiere. “Si quis existimat se aliquid esse, cum sit nihil, ipse se seducit”.
Pesato ha moltissimo, infatti, su di me la tua decisione di attaccare frontalmente sia Sc. Formazione che Lettere a proposito degli idonei esterni. E l’hai fatto due volte: prima in Commissione Organico e poi in Senato Accademico. Ma come? Il Ministero decide di dare 100 milioni (non una tantum, ma consolidati, come si dice nel linguaggio burocratico, cioè per l’eternità) alle Facoltà che chiamano un idoneo esterno, che se di nuova nomina costa 113 milioni; e 75 milioni a chi chiama un associato, che se di nuova nomina costa 85. Il Ministero cioè praticamente quasi regala. La mia Facoltà si affretta a chiamarne 6 in un colpo solo, la Facoltà di Lettere ne chiama uno, e in Senato Accademico chi ci contrasta, chi interviene contro? Galati. Bada bene che la direttiva ministeriale pone una scadenza, al 31 ottobre. O si chiama entro quella data o non si chiama più. E siccome si tratta di un vero e proprio regalo, è ovvio che c’è concorrenza. Gli idonei esterni sono sul mercato. Chi arriva prima se li prende. Psicologia non ne vuole? Si accomodi! Ma perché devi impedire a noi di operare? E per che cosa? Per aspettare se e quando Psicologia deciderà di muoversi?
Tu dirai che solo nel Far West i veloci a tirar fuori la pistola sopravvivevano, e gli altri morivano. Ma quelli lenti restavano sulla costa Est, e non andavano all’Ovest, dico io. Mica andavano all’Ovest e poi pretendevano che tutti camminassero con le mani legate dietro la schiena! Nell’anno passato l’Università di Torino, nel suo complesso, ha chiamato 29 idonei esterni, e ha portato in consolidato due miliardi e novecento milioni. Vuoi che stiamo tutti fermi per aspettare che Psicologia decida? E se Psicologia non decide mai? “Quae enim seminaverit homo haec et metet”.
Ultima nota dolente. L’11 maggio 2001 ti ho chiesto di razionalizzare la divisione di ore per l’aula magna che abbiamo in comune. Mi sembra assurdo avere delle ore il lunedì e martedì pomeriggio e non anche il mercoledì pomeriggio. Ti ho fatto una proposta di razionalizzazione in base alla quale la mia Facoltà perde 4 ore annue. Ti ho detto che comunque potevi farmi una controproposta e scegliere tu le ore che preferivi, ma di scegliere secondo il modulo razionale, e di scegliere entro la fine di maggio. Siamo quasi alla fine di luglio, e non mi hai ancora risposto.
Silenzio-assenso?
Roberto Alonge”

 

 

 

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